Solennità dell’Epifania. Come i Magi, siamo viandanti inquieti finché non troviamo Dio

Omelia 6 gennaio 2024

La notte di Natale fu la notte dei pastori, dei senza terra e senza eredità, dei più poveri tra i poveri ai quali gli angeli annunciano il Vangelo della nascita di Gesù Cristo.

Nel cuore della notte del mondo si apre il cielo e irrompe una luce nuova che viene da una stalla. Un bambino è nato per noi. Egli è la Pace. E’ il Dio-con-noi. Mai più i poveri saranno condannati a disperare che nessuno ascolti il loro grido, perché Dio ha scelto di nascere povero tra i poveri, per sollevare la lor sorte maledetta e renderli degni del banchetto del Regno.

L’Epifania si dispiega davanti a noi non più nello scenario della notte oscura di Betlemme ma con i colori di una festa della Luce che illumina il mondo.

E’ sorto un nuovo giorno la cui luce viene dal bambino che ora viene contemplato come Signore del mondo.

E’ il giorno dei Magi, simbolo dei saggi, dei pensatori, delle menti inquiete di ogni tempo che si muovono da Oriente seguendo una stella. Ma il loro movimento è opposto a quello verso cui guardano le grandi religioni della terra.

Lo sguardo umano è sempre rivolto verso Oriente, luogo dove sorge il sole e dove nasce, quindi, la luce, dove, cioè, sono nate le prime civiltà che hanno dato la “luce” al mondo. I magi camminano verso Occidente, dove il sole “muore”, a indicare che c’è un “nuovo Oriente” e non è un luogo geografico, quello dove “nasce” il sole.

Il movimento da Oriente a Occidente dei Magi è proprio la prova che la “luce” delle civiltà che nascono in Oriente non hanno la forza di quietare gli animi in cerca del vero “punto sorgente della Luce di Dio”.

Dio ha scelto, come sempre, di fare le cose alla rovescia rispetto ai piani dell’uomo. Egli farà nascere la Luce del mondo in “Occidente”, dove astronomicamente il sole muore e dove simbolicamente non vi e “nulla che nasce”.

I Magi, quindi, si muovono seguendo una stella, una nuova stella, sorta in Occidente, dove la luce del sole “muore”. In questa ricerca essi si incontrano tra loro e si uniscono nel viaggio.

Il loro è un cammino pienamente umano, pieno di domande e pieno anche di errori. Essi cercano Dio, hanno bisogno di sapere se Egli esista davvero o se tutto si risolva nella polvere delle stelle di cui tutta la materia è fatta. Hanno bisogno di sapere se questo Dio è disposto a prendersi cura degli uomini o se è totalmente indifferente alla loro sorte. Cercano un Dio e trovano un bambino. Ma sbagliano punto di arrivo. Approdano alla corte di Erode, che cerca di manipolarli per ingannarli e uccidere il bambino. Parlano troppo e forniscono a Erode tutte le informazioni necessarie con le quali egli compirà la strage degli innocenti.

Quello dei magi è il cammino dell’uomo alla ricerca della luce, della verità, di Dio. Ricerca che è fatta di movimento, pellegrinaggio, domande, preghiera, dubbi, errori ma è un cammino che è sempre guidato dalla stella che brilla sopra una grotta.

Anche oggi il bambino fa paura alle potenze del mondo. Chi vive con il cuore immerso nelle tenebre e nella bramosia del potere per il potere è spaventato dall’innocenza disarmante di questo bambino, che porta nel mondo la Pace.

Per le anime semplici, che cercano se stessi e una via di ritorno verso casa, Gesù si fa trovare perché è il suo stesso Spirito che ha suscitato nei loro cuori la nostalgia di Dio. Non saranno delusi.

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