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XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

AUDIO-RIFLESSIONE DELLA XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

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Dio non è dei morti, ma dei viventi (Lc, 20, 27-38)

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INTRODUZIONE

Che cos’è la vita? Qual è il senso della vita?

Esiste la vita dopo la morte? E se esiste, potrò rivedere i miei cari? Perché se non li posso vedere, se li ho persi per sempre, che guadagno c’è nella risurrezione?

Sono domande che molti, cristiani e non, fanno.

Altri semplicemente non credono che esista una vita dopo la morte. E allora tutto cambia. Il senso della vita è da trovarsi al di qua della morte, e bisogna fare in fretta prima che la morte ci colga, altrimenti avremmo vissuto una vita invano.

Il vangelo di oggi parla di risurrezione. Come oggi molti, anche tra battezzati, non ci credono, così era al tempo di Gesù. Così era per i Sadducei. Gesù oggi ci viene incontro per liberarci dal pericolo di un tale modo di pensare e per dirci la verità sul destino della nostra esistenza.

La risurrezione non è semplicemente ritrovarsi con i propri cari. E’ soprattutto, e prima di ogni altra cosa, approdare nell’oceano dell’Amore infinito di Dio e vivere il resto dell’eternità godendo della visione beatifica del suo volto.

Pertanto, la vera domanda non è: “che vita sarebbe questa se non potrò riconoscere più i miei cari”, ma piuttosto: “Che vita sarebbe questa se, dopo aver creduto in Dio, seguito suo Figlio, invocato lo Spirito Santo, alla fine di tutto non potessi vedere il mio Dio nel suo vero volto? Dopo averlo cercato per tutta la durata dell’esistenza terrena, invocato e sofferto per la sua mancanza (quella che credo la sua mancanza) che senso avrebbe non poterlo conoscere mai, e mai più poter sperare di vederlo?

La fede nella risurrezione è ciò che tiene in piedi e unita la Chiesa. E ciò che da la spinta propulsiva ai cristiani di guardare oltre i loro orizzonti individuali e umani. La vita trova il suo senso vero nell’Amore e l’Amore attrae ogni cuore verso Dio, che è Amore.

Allo stesso tempo, la fede nella risurrezione genera un cuore solidale, desideroso di abbracciare l’umanità e il mondo come un dono grande.

Il bene del prossimo, di ogni uomo e del mondo diventano oggetto di preoccupazione e di attenzione di chi crede. Infatti, secondo la nostra fede, nessuno è nato per esistere nella solitudine e nessuno risorge a vita nuova senza Cristo. Così, allo stesso modo in cui abbiamo bisogno di Cristo per risorgere, abbiamo bisogno del prossimo.

Nessuno risorge da solo, per i propri meriti o le proprie virtù. Si risorge con il prossimo, nella comunione con lui, e nell’ansia di trasformare il mondo in cui viviamo in un anticipo della vita eterna a cui aneliamo.

(continua nell’audio-riflessione)

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