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XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

*Zaccheus

Zaccheo. Un uomo solo, odiato da tutti, senza amici. Un uomo ferito e che ferisce… perché vittima delle sue stesse ferite. Ma il Figlio dell’uomo è venuto a cercare lui e a salvare ciò che era perduto (cfr. Lc 19,1-10)

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Omelia del giorno 2019 (11 min)

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Catechesi audio 2016 (20 min): 

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Se non hai ascoltato ancora la proclamazione del vangelo, clicca qui: 

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INTRODUZIONE

Oggi il Vangelo di Luca ci racconta la vicenda di un esattore delle tasse corrotto. Il suo nome era  Zaccheo. Zaccheo doveva essere una di quelle figure che nei piccoli centri abitati, sono conosciuti da tutti. Ai suoi contemporanei Zaccheo doveva essere la figura di un uomo spregevole, piccolo di statura fisica ma soprattutto morale. Un uomo compromesso con il potere con lo scopo di arricchirsi. E doveva essere un uomo solo.

Il racconto, però, si conclude con la frase che ogni cuore umano vorrà sentirsi dire nel giorno del giudizio: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza».

Zaccheo sicuramente è un uomo ferito: per amore del denaro si è escluso dalla sua comunità, è odiato dai suoi; Zaccheo è un uomo ferito che ferisce gli altri.

Notiamo che Zaccheo vuol vedere Gesù, ma senza esser visto: sembra che non desideri incontrare Gesù, ma solo vedere chi è.

Giunto sul luogo Gesù si ferma, e alza lo sguardo. Di solito, siamo noi uomini ad alzare lo sguardo verso Dio. Non siamo abituati ad immaginare Dio che alzi lo sguardo verso di noi, per cogliere il nostro sguardo.

La salvezza viene a Zaccheo da un incontro con Gesù di Nazaret. Viene nel giorno in cui il vuoto della vita viene riempito dalla pienezza di Dio. E’ “quell’oggi” di cui parla Gesù quando dice che “Oggi la salvezza è entrata in questa casa”.

Quel “oggi” rallegra la vita di qualunque uomo che abbia aperto il cuore a Gesù. E’ il giorno della gioia perché è il giorno del Signore, il giorno dell’incontro tra l’uomo e il suo Creatore e Salvatore.

E Cristo, in verità, è la sorgente di questa gioia, colui che trasforma il meschino Zaccheo in una persona nuova, piena di luce, di quella luce riflessa da Gesù. E’ quella luce che illumina ogni zona d’ombra della sua vita.

Ma Gesù, a Zaccheo, dice: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza». Significa che nella proclamazione di Gesù c’è qualcosa di nuovo che sottrae all’uomo la possibilità di presunzione della salvezza. Questa è l’esperienza di Zaccheo.

Una delle caratteristiche più diffuse della crisi di transizione epocale del nostro tempo consiste nello scoprire che il senso della vita non può essere dato dalle ricchezze materiali. Ci sono valori molto più profondi che vanno scoperti e coltivati. Chi ha fatto esperienza di una vita centrata solo sul denaro e sulla soddisfazione dei propri bisogni individuali è destinato, prima o poi, a scontrarsi col vuoto dentro la propria anima. E dentro quel vuoto rischierà di fare una esperienza terrificante… di solitudine, di nullità e di vertigini. Dentro quel vuoto ci si può perdere. Solo chi ha provato il vuoto di una vita senza direzione né progetto sa veramente raccontare come l’irruzione inattesa di Cristo rappresenti l’attimo della propria rinascita… la “Buona Notizia”, nel senso di “sconvolgente…. incredibile… tanto grande da capovolgere tutti i valori creduti fino a quel momento, e provocare un terremoto spirituale e un cambiamento di vita. Questa fu l’esperienza di Zaccheo. E noi siamo chiamati a illuminare il mondo con la luce di Cristo che ha compassione verso tutti. Anche verso Zaccheo, per il quale gli ebrei avevano stabilito che non ci potrà mai essere salvezza.

(continua nell’audio-riflessione)

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