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XXXI Domenica del Tempo Ordinario – Anno B

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Amare Dio e il prossimo. La chiave che apre la porta alla pace del mondo.

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Ascolta il vangelo: 

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Riflessione sul Vangelo 2018 (7 min): 

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PREGHIERA

Signore, sulla nostra disponibilità ad amare giochiamo tutta la nostra vita, la nostra fedeltà a te. 

Noi, però, non sappiamo amare come ci insegna il vangelo.

Non siamo capaci neanche di lasciarci amare, perché siamo barricati dentro le nostre difese. 

Penetra dentro le nostre difese, e insegnaci ad amare Te, il Padre e Lo Spirito Santo al di sopra di tutto ciò che esiste nell’universo. 

Scendi nelle nostre profondità e insegnaci a lasciarci amare dalle persone da cui ci difendiamo. E insegnaci ad amarli. 

In altre parole, insegnaci la libertà, perché solo chi è libero può autenticamente amare e lasciarsi amare.

Amen 

(E.C.)

INTRODUZIONE

Bisogna considerare lo scriba del passo del Vangelo di Marco con grande benevolenza. Spesso Gesù accusa gli scribi di interessarsi più ai giochi di parole che non ai veri mali dei loro fratelli. Ma nulla di tutto ciò in questo brano. Ecco un uomo che cerca di conoscere. È un uomo alla ricerca di Dio, un uomo che vuole sapere come potere raggiungere Dio con sicurezza. Questo significa la sua domanda su quale sia il comandamento più importante. Gesù gli risponde in modo relativamente prevedibile, ma che va all’essenziale. Da tutta la Legge, ricava il solo comandamento che dà lo spirito della Legge stessa. Questo comandamento è divenuto una preghiera (Dt 6,4-5) che bisogna avere sempre nel proprio cuore, nella propria mente, nelle proprie mani e nella propria casa. Gesù vi aggiunge la necessità di metterlo in pratica, mediante quell’amore per il prossimo che permette a ciascuno di verificare se ama davvero Dio (1Gv 4,20). Lo scriba allora, felice di essere riconfortato nella propria fede, si felicita con Gesù. Ecco l’uomo che si complimenta con Dio, l’uomo che è contento di ritrovarsi in accordo con Dio. Non è commovente questo vecchio saggio che si complimenta con il giovane Rabbì, senza nemmeno sospettare che è con Dio stesso che si complimenta? Gesù ne è commosso. Accoglie con gioia l’osservazione di quest’uomo che è un vero credente, senza risparmio (Gv 1,47). Allora, gli apre il regno. Gesù risponde alle sue lodi con un’osservazione che ciascuno di noi vorrebbe sentirsi fare. Conferma lo scriba nella sua fede e, dandogli una garanzia come non ce ne sono altre, lo rassicura che non si sta sbagliando. 

Fonte: http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20181104.shtml

 

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