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XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B

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La guarigione del cieco di Gerico (Mt 10-46-52)

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Gerico-Gerusalemme. E’ l’ultimo tratto di strada per chi sta compiendo un viaggio a Gerusalemme. E’ ‘inizio della grande salita sul monte dove si trova la città santa. Lungo tutto il viaggio gli apostoli hanno più volte mostrato la loro cecità davanti alla visione che Gesù ha tentato di mostrare loro. Sta per nascere un Regno, ma mentre i discepoli aspettano il regno politico e litigano per i primi posti, Gesù annuncia ripetutamente che la sua regalità consiste nell’essere venuto per il riscatto di molti e che questo riscatto avverrà per mezzo di una passione dolorosa. Egli sarà Re. Ma sarà anche l’uomo dei dolori.
A Gerico Gesù guarisce un cieco. Come ad indicare, ora che stanno per iniziare l’ultimo tratto del viaggio, che gli occhi dei discepoli, di allora come di oggi devono aprirsi al piano di Dio sull’umanità. E Gesù, nel compiere il gesto della guarigione del cieco, è colui che infonde questa luce, la luce della visione del piano di Dio, negli occhi chiusi dell’umanità. Egli è Colui che apre gli occhi al discepolo in difficoltà e all’umanità incredula.

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Ascolta il Vangelo:

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Riflessione sul Vangelo 2018 (6 min):

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Catechesi audio 2015 (15 min):

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INTRODUZIONE

Gesù incontra un cieco a Gerico. E’ un mendicante. Non può vederlo. Ma qualcosa dentro di lui gli permette di sentire che l’uomo che gli passa accanto, immerso nel brusio di una piccola folla, è proprio Gesù. Bartimeo è cieco, ma il suo cuore è capace di avvertire il passaggio di Dio. Vive una condizione da mendicante, e desidera esserne liberato. Per questo libera un grido di aiuto e di salvezza a Gesù. Un grido che i benpensanti discepoli di Gesù vorrebbero soffocare, per non essere infastiditi da un lurido mendicante.

Tanta parte dell’umanità di oggi è cieca. Guarda ma non vede. Non ha uno sguardo per capire quale sia la vera condizione del mondo e cosa sia successo veramente alla propia esistenza. Ma la tragedia vera è che troppi hanno perso anche la forza – che Bartimeo ebbe – di gridare il proprio bisogno di salvezza. E si accontentano di vivere come morti viventi… senza obiettivi spirituali, senza progetti che vadano oltre il materiale, senza un vero senso da dare alle cose… e senza desiderio…

Cristo è colui che restituisce la capacità di vedere e la voglia di vivere… e di fare della propria vita un capolavoro.

(continua nell’audio-riflessione)

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