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XXX DOMENICA TEMPO ORDINARIO – ANNO A

AUDIO-RIFLESSIONE SUL VANGELO DELLA XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A

 comandamenti1

Amerai il Signore tuo Dio, e il tuo prossimo come te stesso (Mt 22,34-40)

Nel cuore di una civiltà ancora primitiva, il popolo ebreo, agli inizi della storia di una legge scritta, mostra i segni di una grande apertura ai valori della solidarietà. L’attenzione verso l’orfano e la vedova e verso lo straniero sono valori sacri, al punto che violarli comporta la condanna a morte.

Nel Vangelo Gesù parla dell’amore a Dio e dell’amore al prossimo come un unico atto. Questo amore impegna l’uomo integrale e non è solo il frutto di una riflessione intellettuale. Amare Dio e il prossimo con la mente, con il cuore e con l’anima, ovvero con tutto ciò che l’uomo è. Ma non basta. Amare Dio e il prossimo comporta l’investimento di TUTTO se stessi, di tutto il cuore, di tutta la mente e di tutta l’anima. 

Come già era compreso nell’antico testamento, fuori dall’amore c’è solo la morte, ossia l’auto-condanna all’estinzione esistenziale (quando non fisica), a una vita priva di luce, di gioia e di senso. Senza amore la vita è senza meta. La società lentamente si autodistrugge, le relazioni umane diventano impossibili, il prossimo diventa il nemico, qualcuno di cui bisogna sempre dimostrare, a ogni costo, il male. L’altro viene ridotto al male. 

Noi già viviamo sotto la “soglia sindacale” rispetto al comandamento dell’amore. Cosa vuol dire questo per la nostra vita? Come viviamo veramente dentro? Siamo felici? Soddisfatti? In pace? La pace è frutto dell’amore. L’amore è frutto della presenza di Dio in noi. 

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Ascolta il Vangelo:

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Omelia messa del giorno 2017 (13 min):

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Catechesi audio 2014 (25 min): 

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INTRODUZIONE

L’amore è la soluzione di tutti i problemi dell’umanità. La fonte della guarigione da tutti i mali spirituali e sociali e lo strumento più potente nei processi di guarigione perfino dalle malattie fisiche. Per due ragioni.

Primo, la medicina moderna ormai sa che molti disturbi sono di origine psicologica. L’integrità dell’Interiorità umana, quando viene spezzata da un trauma, da carenza d’amore o dall’abbandono, provoca una serie di scosse interiori che si propagano dall’anima fino a raggiungere la superficie del corpo. E’ come un terremoto, che si origina nelle fratture irraggiungibili delle profondità del pianeta ed emana una forza distruttiva che si propaga attraverso il sottosuolo fino a raggiungere la superficie e scuotere tutto. La fonte di guarigione da queste forme di malattia è l’amore. Anche se il cammino è lento e progressivo.

Secondo, perché i progressi della scienza medica hanno portato alla possibilità di guarire tutta l’umanità da moltissime malattie, che invece continuano ad uccidere milioni di vittime, perché le cure sono economicamente accessibili… perché chi possiede le cure possiede anche il potere di sottomettere una intera economia, in modo da fare di quelle cure una fonte di speculazione… di profitto. Anche qui, l’amore è la fonte della guarigione dalle malattie perché, in una società fondata sulla legge dell’amore, tutti godrebbero dell’accesso alle cure per tutte le malattie curabili, mentre per amore la scienza medica continuerebbe a cercare la cura per le altre malattie, avendo nel cuore non la bramosia del profitto, ma il desiderio della gioia di tutta l’umanità.

Gesù, nel Vangelo di oggi, ci presenta i due più grandi comandamenti. Entrambi riguardano l’amore. Le ragioni di Gesù vanno ben oltre l’esempio, appena fatto, del bisogno di guarigione dell’umanità, perché l’amore non ha bisogno di ragioni. Amare Dio al di sopra di ogni cosa e amare il prossimo come se stessi è espressione della natura più intima dell’essere umano.

Siamo nati dall’Amore e per amore. Siamo nati per amare. Tutto ciò che spezza il circolo virtuoso dell’amore distrugge l’ordine naturale delle cose. Ci si separa da Dio, sorgente della vita e della vera gioia e ci si lontana dal prossimo. E il mondo si trasforma in una selva oscura in cui tutti diventano avversari di tutti.

(continua nell’audio-riflessione)

buon-samaritano

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