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XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

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La potenza della fede che trasforma il mondo (Lc 17,5-10)

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Il simbolismo del gelso nel racconto evangelico. Il simbolismo del seme di senape e la potenza della fede. La persona di fede crea soluzioni e apre varchi. La persona negativa crea problemi, non crede nelle soluzioni e chiude i varchi del cuore. La definizione della fede.

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Il vangelo, del giorno: 

“In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!».
Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe.
Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stríngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

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Omelia del giorno (16 min):

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Catechesi audio 2016 (15 min): 

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INTRODUZIONE

L’abbiamo sentito dire molte volte, oppure l’abbiamo detto anche noi: “Ho perso la fede a causa di questa vicenda dolorosa che ho vissuto”… “La mia fede è diminuita da quando vivo questa particolare situazione…”.

Dall’altra parte abbiamo sentito o pronunciato creasi del tipo: “Solo la mia grande fede mi ha tenuto in piedi”… “Se non avessi avuto la fede non so cosa avrei fatto”.

Sono affermazioni forti, in entrambi i casi.

Un granello di senape. Un oggetto minuscolo, quasi invisibile, viene usato da Gesù come punto di riferimento della fede. Noi diciamo: “Ho una grande fede” … “vorrei avere la fede dei grandi santi”. Gesù risponde: “Se aveste fede quanto un granello di senape…”.

Guardiamo alle nostre vite, e a un mondo in spirituale rovina e siamo provocati dalle parole di Gesù. La nostra fede, la nostra grande fede non riesce a spostare, troppo spesso, neanche la polvere; guardiamo il mondo assetato di Dio e oppresso dalla povertà, e siamo costretti ad ammettere: “la mia fede… la mia grande fede… perché non riesce a cambiare tutto questo?” Non riusciamo a cambiare il mondo, e più spesso neanche le nostre situazioni personali.

Allora, possiamo portare alla superficie quella domanda che alberga dentro ogni persona, anche e soprattutto credente: “Ma cos’è la fede… quella vera? E come si fa ad averla”?

Gli apostoli chiedono: “Signore, accresci in noi la fede!”. Avevano lo stesso problema di tutti noi.

“La luce della fede possiede, infatti, un carattere singolare, essendo capace di illuminare tutta l’esistenza dell’uomo”… “Trasformati dall’Amore di Dio riceviamo occhi nuovi, sperimentiamo che in esso c’è una grande promessa di pienezza e si apre a noi lo sguardo del futuro. La fede, che riceviamo da Dio come dono soprannaturale, appare come luce per la strada, luce che orienta il nostro cammino nel tempo”. (Lumen Fidei 3-4)

La fede non è mai un fatto privato. Il suo orizzonte non è la salvezza individuale. Il discepolo non crede solo per garantirsi il suo posto in paradiso. Crede per permettere allo Spirito Santo di operare il miracolo della vita risorta dentro di sé e di esserne trasformato. Crede per fare della propria vita uno strumento dello Spirito del Risorto per infondere la stessa vita del Cristo risorto nel cuore del mondo e della storia degli uomini.

Davanti alle vicende del mondo che soffre, la fede è affidarsi alla Sapienza di Dio, sforzo comune ed ecclesiale per cercarla, è cammino instancabile di ricerca della volontà di Dio, gioia nel trovarla, anelito di rimettersi in cammino di ricerca per ritrovarla ancora.

Non è mai certezza presuntuosa del possesso della Sapienza di Dio.

La fede, inoltre, rende gli uomini solidali nella percezione della comune fragilità della condizione umana ma anche della forza che scaturisce quando i credenti si stringono attorno a Cristo per cambiare il mondo.

La fede è credere che Dio è presente, ci ama e ci guida anche quando tutto attorno a noi sembra dire il contrario. Credere in Cristo significa perseverare quando tutto dice sconfitta, amare il mondo con lo stesso amore di Dio, credere che nel cuore di questo mondo opera il seme della risurrezione, e soprattutto assecondare con la propria vita l’opera di Dio che crea e ricrea ogni cosa.

La fede, infine è gioia. Gioia per sapersi amati da Dio, sapere che nessuno di noi è solo… e gioia di esistere, di stare al mondo, e di condividere l’avventura della vita con tutti i nostri compagni di viaggio.

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Albero del gelso con le sue radici

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