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XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

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Non potete servire Dio e la ricchezza. Se siete astuti nelle cose del mondo, non siate ingenui e presuntuosi riguardo alla vostra salvezza. La vostra anima non sarà salvata né dagli amici potenti né dal vostro denaro. Usate i vostri beni per rendere migliore il mondo che Dio vi ha affidato. (cfr. Lc 16,1-13).

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Ascolta il Vangelo: 

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Omelia del giorno 2019 (10 min):

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Catechesi audio 2016 (14 min): 

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INTRODUZIONE

Il vangelo di questa domenica ci presenta una parabola che sembra quasi un enigma. Gesù loda un amministratore corrotto e chiede ai suoi discepoli di essere come lui.

Nella vita di ogni giorno vediamo come la corruzione avvelena i rapporti umani e provochi il collasso di interi sistemi sociali.

Viene da chiedersi come e perché Gesù voglia lodare un servo corrotto.

E’ l’ultima frase del brano di oggi a gettare luce su tutta la parabola: Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».

Alla fine scopriamo che Gesù non sta lodando l’amministratore disonesto per la sua corruzione, ma per la sua astuzia, per la sua capacità di mettere in gioco tutto se stesso quando scopre che la sua vita è appesa a un filo.

Nel mondo, oggi, sono troppi i battezzati che non sentono più la spinta a curarsi della loro vita spirituale. Anche troppi tra noi praticanti hanno finito per dare Dio per scontato e a non sentire più l’urgenza della conversione permanente, della purificazione dei cuori e di stare all’ombra dell’Amore di Dio.

Si vive come se Dio non ci fosse, mentre si crede che la sua misericordia risolverà tutto. Ci occupiamo dei nostri affari scindendoli dai doveri della fede, come se negli affari tutto è permesso, tutto è lecito. L’uomo ha sviluppato un’astuzia raffinata quando si tratta di costruire interi sistemi di inganno, quando si tratta di truffare gli altri e le istituzioni, e accumulare maggiore ricchezza, che spesso è una ricchezza non dovuta.

Cuore del Vangelo di oggi è l’affermazione: “Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti”. Ad essere fedele è Dio. La storia della salvezza ci parla di un Dio fedele. Fedele a se stesso e al suo nome, fedele all’umanità e alla promessa di condurla fuori dall’oscurità del suo peccato verso la pienezza della luce. Gesù stesso si proclama la luce del mondo.

Ogni uomo, a dispetto di quanto grande sia il suo peccato agli occhi di Dio, ha sempre la possibilità di salvarsi, perché Dio rimane fedele alle sue promesse e vuole che ogni uomo sia salvo. 

Gesù non vuole cristiani bigotti, fuori dalla storia, incapaci di relazionarsi con le vicende del mondo e le sue sfide. Gesù vuole credenti forti nello spirito, tenaci, intelligenti, proiettati oltre la mera ricerca della propria individuale salvezza, impegnati a trasformare il mondo, fecondandolo con i semi del vangelo.

Gesù vuole in ciascuno di noi degli amministratori astuti, capaci di farsi amici con le risorse accumulate, e ci dice: “fatevi amici con la disonesta ricchezza, perché quando questa verrà a mancare, vi sia chi vi apre le porte del Regno dei cieli. Ovviamente Gesù non sta parlando di farsi amici con i ricchi e potenti, perché né loro né le loro ricchezze potranno mai salvare un’anima. Egli parla piuttosto dei poveri. “fatevi amici i poveri, anche con la ricchezza che avete accumulato in modo disonesto, perché le ricchezze disoneste non saranno mai benedette da Dio ma le ricchezze condivise con i poveri faranno sì che questi, alla fine dei tempi, intercederanno per i primi. Chi investe il proprio amore per farsi amici coloro che il mondo ha scartato, vedrà aprirsi le porte del Regno dei cieli.

Ed è proprio cambiando questo mondo con l’Amore di Dio che l’uomo investe le sue ricchezze, materiali e spirituali, guadagnandosi l’amicizia dei poveri e quella di Dio.

L’insegnamento è chiaro: o si sceglie Dio come proprio Signore o si adoreranno le ricchezze. L’uno e l’altro, insieme, no. E sarà dove abbiamo posto il nostro tesoro il luogo dove deporremo anche il nostro cuore.

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