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XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

 

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La potenza della preghiera. Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui. (Lc 18, 1-8)

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Ascolta il vangelo: 

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Omelia del giorno 2019 (15 min):

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Clicca qui per ascoltare l’audio-riflessione (15 min): 

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INTRODUZIONE

Ci hanno insegnato che Dio ascolta le preghiere di tutti. Gesù afferma che “Dio farà giustizia ai suoi eletti” e aggiunge: “prontamente”.

Non capiamo come e perché Gesù faccia promesse così chiare e inconfondibili mentre, dall’altra parte, sembra chequelle promesse non si compiano. E ci chiediamo: perché? Forse non lo meritiamo noi, oppure Dio è troppo impegnato in faccende ben più importanti.

Il vangelo di oggi ci illumina sui sentimenti di Dio, ma allo stesso tempo mette tutto l’accento sull’importanza della preghiera e della fede.

Il cuore del racconto evangelico di oggi è chiaramente espresso nelle parole di Gesù: Dio è Colui che si china sul povero e lo raccoglie tra le braccia del suo Amore. I poveri possono essere abbandonati dagli uomini, ma l’Amore di Dio non può venir meno. Dio fa una promessa chiara ai suoi figli, senza raggiri, ed è fedele alle sue promesse. Tutti gli uomini sono amati da Dio con amore unico e irripetibile. Ma i poveri sono amati con una speciale predilezione. Lo abbiamo visto, qualche domenica fa, nella parabola del ricco epulone e del misero Lazzaro.

Per questo, già all’inizio del suo vangelo, nel Magnificat, l’inno di lode che mette in bocca a Maria e a Elisabetta, c’era scritto che il Signore ha disperso i superbi, che il Signore ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato, che il Signore ha ricolmato di beni gli affamati e ha rimandato i ricchi a mani vuote.

E’ questa la giustizia che la comunità cristiana deve portare su questa terra, ma, perché si manifesti questa giustizia, che inaugura il regno di Dio, c’è bisogno di una rottura con i valori che la società presenta. Quindi non si può chiedere al Signore che si realizzi questa giustizia, se per primi i discepoli non hanno rotto con i valori falsi della società.

La comunità che Gesù vuole è quella della fede. Una comunità che non cessa mai di credere che, in ogni ora della storia, tutto ciò che minaccia la giustizia e la vita dei figli di Dio, soprattutto i poveri, non passerà inosservato agli occhi di Dio.

Questa comunità non solo deve credere che Dio farà giustizia, ma deve operare essa stessa perché sia tramite dell’azione di Dio che opera ogni giustizia. Non è una comunità adagiata sulla sugli allori e che poi lascia a Dio il compito della giustizia, ma una comunità che incarna il volto di Dio, la sua compassione, la sua ansia per il bene dell’umanità e, mediante la sua parola e la sua testimonianza, fa di tutto per realizzarla, anche se per farlo dovrà lottare contro i potenti del mondo.

Gesù vuole una comunità orante… cioè una comunità di fratelli e sorelle che pregano incessantemente, perché la preghiera è elevazione dell’anima a Dio e segno della fede nella presenza di Dio nella vita degli uomini e nella storia.

Quanto poi al fatto che Dio non sembra rispondere a tante preghiere, oppure sembra temporeggiare, Gesù risponde con la domanda più importante: “ma voi… avete la fede?” Se avete fede che Dio non abbandona le sue creature, sapreste che per mezzo di questa fede avreste occhi per vedere là dove Dio sta guardando, e lì concentrereste il vostro amore. Dio ascolta le preghiere di tutti. Ma le preghiere che noi facciamo, sono tutte preghiere che mirano a realizzare il nostro vero bene? Anche davanti a situazioni umanamente tragiche, quando sembra che Dio si sia allontanato, siamo sicuri che Lui sia assente”?

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