00-copertina-blog-omelie

XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

pecorella-smarrita_9_seeds-of-joy-by-yongsung-kim-yk1016576

*

La compassione, la festa per la gioia ritrovata, la pace. E’ il percorso umano indicato nelle tre parabole della misericordia: la pecora smarrita, la moneta ritrovata, il figlio prodigo. Ci sarà più gioia in cielo per ogni singolo peccatore che si converte, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione”. i. (Lc 15,1-32)

*

Ascolta il Vangelo:

*

Omelia del giorno 2019 (11 min):

*

Catechesi audio 2016 (15 min): 

*

INTRODUZIONE

Il Vangelo di oggi presenta alcune parabole che hanno lo scopo di rivelare agli uomini la vera identità di Dio, quella di Padre misericordioso, e di tracciare la strada per quella conversione dei cuori che libera dall’egoismo e apre alla compassione, un sentimento di cui il mondo, oggi, ha grande bisogno.

Nel nostro rapporto con Dio, ci possiamo chiedere qual è la nostra posizione, in quale posizione crediamo di stare. Spesso sentiamo dire “non ammazzo, non rubo, quindi che peccati devo avere?”.

Sentimenti del genere svelano un cuore non toccato dalla compassione e dalla misericordia, ma piuttosto chiuso nella sua fragile certezza di essere giusto davanti a Dio. Una certezza che diventa cinismo e disprezzo verso gli altri.

Il vangelo di oggi ci rivela come la salvezza è opera della misericordia e della compassione di Dio, verso un’umanità schiacciata dai suoi mali e incapace di salvarsi da sé.

Abbiamo l’occasione di riflettere, sulla spinta del vangelo di oggi, per capire cosa realmente c’è nel nostro cuore, quali sentimenti, sia verso Dio sia verso il mondo e il nostro prossimo.

Il messaggio che Gesù vuole dare è che l’uomo, per Dio, è, sì, come una pecora smarrita, ma è molto di più. Dio ha creato l’uomo con il suo alito di vita e lo sente come una parte di sé. Caricare la pecora sulle spalle simboleggia il gesto di Dio che non si accontenta di ritrovare ciascuno di noi, quando, nel pentimento dei nostri peccati, torniamo a Lui, ma vuole farci sentire tutto il suo amore, la sua passione per la nostra salvezza, tanto da prenderci sulle spalle e compiere Lui stesso il cammino di ritorno verso casa.

A salvare il mondo saranno la compassione, la misericordia e la carità. Anzi, la carità riassume in sé tutto quanto di buono l’uomo possa esprimere.

Compassione, misericordia e amore liberano il cuore umano dalla presunzione e dalla pretesa di essere giusto davanti a Dio, e generano un “uomo nuovo”, non più egoista, centrato solo sui propri meriti e desideroso di essere innalzato per la sua bravura. L’uomo nuovo in Cristo si prende cura del mondo, nel momento della sua massima debolezza. Lo prende sulle spalle come il pastore che ha ritrovato le sua pecora smarrita, e compie il cammino portando anche il peso di quella pecora, che potrebbe benissimo camminare da sé.

Il mondo ha bisogno di una comunità cristiana, ossia la Chiesa, che sappia provare sentimenti nuovi verso chi non è stato ancora raggiunto dall’annuncio del Vangelo e verso chi, pur essendo stato raggiunto, continua a vivere secondo il mondo e non secondo Dio. Solo con questi atteggiamenti del cuore, purificati dalla forza del Vangelo che opera in ciascuno, può il mondo guardare verso un altro destino: un futuro di vita, di gioia e di fratellanza.

*
figlio-prodigo

Print Friendly