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XXII domenica del Tempo Ordinario – Anno B

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Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini (Mc 7,1-8.14-15.21-23)

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La disputa sul puro e sull’impuro. Per i farisei l’esecuzione esatta delle istruzioni sulle varie norme è il segno della purezza. Per Gesù la purezza e l’impuro nascono, invece, nel cuore, a seconda dei sentimenti che vi albergano. E’ ciò che è dentro al cuore che rende puro o impuro l’uomo, non quello che un fedele fa per Dio, né tanto meno l’esecuzione materiale e meramente esteriore di gesti rituali. Ciò che è puro è forza spirituale che genera relazioni nuove con il prossimo, con il creato e con Dio. E’ forza che alimenta la comunione fra gli individui e nella comunità.

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Ascolta il vangelo:

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Riflessione sul vangelo 2018 (7 min):

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Riflessione audio 2015 (23 min): 

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INTRODUZIONE

La Parola di Dio e i suoi comandamenti sono santi. Colui che li manipola o li trascura a proprio beneficio perde la luce che guida il cammino della vita cristiana.

Pronunciare delle parole, creare tradizioni e poi metterle in bocca a Dio, in qualunque religione (si pensi a coloro che uccidono, o che hanno ucciso in passato, in nome di Dio) è un atto di tentazione contro Dio.

Il cristiano è chiamato ad ascoltare la Legge del Signore, a metterla in pratica. Non per soddisfare la propria superbia nell’essere giusti, ma per rendere testimonianza al mondo della vicinanza di Dio a chi crede in Lui e lo segue.

La testimonianza cristiana, che si esprime nell’amore e pratica la giustizia, diventa una denuncia contro la corruzione generalizzata e pone le basi per un modello nuovo di convivenza umana.

(continua nell’audio-riflessione)

 

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