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XVII DOMENICA TEMPO ORDINARIO – ANNO A

 

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AUDIO-RIFLESSIONE SUL VANGELO DELLA XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A

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Vende tutti i suoi averi e compra quel campo (Mt 13,44-52).

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Ascolta il Vangelo: 

 

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Omelia pronunciata durante la Messa del giorno 2017 (15 min):

 

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Audio-riflessione 2014 (22 min): 

 

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INTRODUZIONE

“Vende tutti i suoi averi e compra quel campo, per avere il tesoro che si nasconde nel sottosuolo e goderne delle ricchezze.

C’è un tesoro che Dio ha messo a disposizione dell’umanità, di tutti, nessuno escluso. Non è un tesoro di diamanti e oro. E’ l’opportunità di entrare in comunione con Lui, vivere la vita nella sua amicizia e dare molto frutto al lavoro dei nostri giorni. Questo tesoro, però, non è esposto in una vetrina, illuminato con fari e decorazioni per essere messo in evidenza. Non è un prodotto da centro commerciale sulla quale si fa una campagna di sconto mettendolo in evidenza perché tutti lo comprimo. E’ nascosto sotto terra, lontano dalla vista degli occhi. Dio non appare a noi su una nuvola dicendo: sono qui, venite a prendermi e sono vostro, perché non accada che a nessuno sia concesso di pensare di impossessarsi di Dio e di credersi nella verità di tutte le cose, o in parte… o peggio, di credersi la manifestazione terrena della verità stessa. Anche la pretesa del possesso parziale della verità ci mette spiritualmente a rischio, perché la verità è qualcosa che va al di là di percezioni, versioni raccontate, perfino oltre l’esperienza dei nostri occhi, che di per sé non dovrebbero mentire. Per cui vi sono situazioni in cui sentiamo serenamente di essere nella verità perché abbiamo visto qualcosa, o abbiamo sentito qualcosa e di questo “qualcosa” noi siamo certi.

Ora, poiché la verità non sarà mai un possesso totale dell’uomo, tanto che neanche nei tribunali potrà essere del tutto acquisita, tanto che un processo può essere fatto secondo quella che noi chiamiamo “verità” processuale”, cioè la massima coerenza possibile fra fatti accaduti e quanto di concreto può dimostrarli. Con Dio non è così. Egli è la verità. Una verità che sorpassa ogni nostra percezione ed esperienza personale, oggettiva per quanto ci possa sembrare, perché anche quando abbiamo visto con i nostri occhi e sentito con le nostre orecchie, non sapremo mai nulla dei fattori più nascosti che hanno determinato l’evolversi di un fatto o di un episodio in questa o quella precisa direzione. Spesso sfuggirà anche alla coscienza di chi quella cosa l’ha detta o fatta.

Per questo, anche quando siamo davanti a situazioni che sembrano non avere a che fare con Dio, la parabola del tesoro nascosto ci ricorda che la vita essenzialmente è “stare dentro questo mistero” in cui la verità è dio Dio… è Dio ed è pienamente conosciuta solo da Dio. Questo è il fondamento di una nuova forma di relazioni tra gli uomini che è fondata sull’indulgenza e sulla compassione.

Nella prima lettura si narra del sogno di Gabaon. Il giovane Salomone, figlio del defunto Re Davide, ha delle orme molto grandi da riempire, per arrivare a pareggiare la grandezza e la gloria di suo padre. Dio gli offre in sogno tutto quello che desidera. Salomone, davanti all’opzione di avere un grande esercito, gloria e potenza, sceglie di chiedere la sapienza. La sapienza non è il sapere molte cose, perché il giovane re è cosciente che non non è la somma delle cose che sappiamo che ci rende sapienti ma piuttosto il saper “guardare” alle cose al fine di “poterle vedere”… vedere per quello che sono, per quello che sono alla luce della verità di Dio che trascende e sovrasta tutti. Salonone passerà alla storia come il re saggio, perché Dio apprezzerà la sua umiltà e gli concederà il dono che ha chiesto con sovrabbondanza.

Colui che scopre il tesoro nascosto nel campo è un sapiente. Perché ha saputo fare quello che noi chiamiamo “discernimento”. Non è il filtrare le versioni e le varie narrazioni su una vicenda ma piuttosto uno sguardo profondo e libero sulle cose che ci porta a “scartare” ciò che il cuore ci fa sentore non appartenere a Dio e a focalizzare ciò che, invece, è di Dio.

Comprare il campo per entrare in possesso del tesoro è opera della sapienza infusa dallo Spirito Santo nel cuore docile e aperto che capisce che non è possibile avere tutto nella vita, che non tutto corrisponde al nostro bene, neanche tutto quello che conosciamo, e che il tesoro del mistero di Dio esige da ognuno di noi uno sganciamento da noi stessi per conoscere una verità superiore, quella capace di riconciliare gli uomini e rinnovare tutte le relazioni.

Questo tesoro, però va cercato. E Dio vuole essere cercato. Per questo la verità non sarà mai una questione di amicizie, alleanze, ideologie, appartenenze o posizioni personali davanti alle cose della vita. La verità è questione di lasciarsi immergere nel mistero dell’amore di Dio.

A quel punto noi siamo nel Regno di Dio, di cui il tesoro nascosto è simbolo. E questo Regno è offerto a tutti. Ma per averlo occorre fare delle rinunce. Soprattutto al nostro egocentrismo. Bisogna fare di Dio il centro assoluto di tutto ciò che è la nostra vita.

(… continua nell’audio-riflessione)

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