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XVI DOMENICA TEMPO ORDINARIO – ANNO A

 

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AUDIO-RIFLESSIONE SUL VANGELO DELLA XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A

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Lasciate che grano e zizzania crescano insieme fino alla mietitura  (Mt 13,24-43)

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Ascolta il Vangelo:

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Omelia pronunciata durante la Messa del giorno 2017 (12 min):

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Audio-riflessione 2014 (24 min): 

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INTRODUZIONE

Il vangelo di Matteo dà molto spazio al Regno di Dio.

Gesù è venuto ad instaurarlo e a compierlo definitivamente.

Davanti a Pilato, Gesù dirà che è Re ma che il suo Regno non è di questo mondo. Se lo fosse, i suoi sudditi sarebbero intervenuti per salvarlo. Ma la volontà di Dio è che Gesù manifesti al mondo il Regno non attraverso la vanagloria di questo mondo, ma sulla croce. Avviene sulla croce la più alta manifestazione della gloria di Dio e del suo Regno.

La parola Regno, però,  può indurci a pensare un Regno di Dio in modo troppo umano. Questo Regno, e il suo Re, sono di una natura completamente diversa dai regni di questo mondo.

San Paolo dirà che il Regno di Dio non è questione di cibo o bevanda, cioè di palazzi, eserciti, soldati, cortigiani… ma di giustizia, pace e gioia nello Spirito. E’, dunque qualcosa che avviene nel cuore di ciascuno ma allo stesso tempo avviene nel cuore della storia umana.

Per questo Gesù, nel vangelo di oggi, paragona il Regno di Dio al campo col grano e la zizzania.

Per questo la prima lettura mette l’accento sulla potenza di Dio che si manifesta non attraverso il potere, ma l’indulgenza.

La Parola indulgenza deriva dal latino indulgere, che significa: concedere benignamente, perdonare, per cui l’indulgente è colui che è disposto a scusare, perdonare e anche compatire i fatti altrui.

Il mondo in cui viviamo sta subendo un regressione, una caduta libera, perché i rapporti umani stanno tornando a essere costruiti sulla certezza dei confini tra chi è con me e chi non lo è: E chi non è con me è contro di me. E’ una società che ha bisogni di inventarsi nemici per darsi una identità, salvo poi questi nemici trasformarsi in fantasmi interiori che ci spaventano e generano in noi uno stile sociale difensivo, aggressivo e fondato sulla paura. L’indulgente è colui che “concede” la sua benevolenza perché sa che Dio fa sorgere il sole sia sopra i giusti che sopra i cattivi.

L’assenza dell’indulgenza nella nostra società porta a due forme estreme ed entrambe pericolose: l’aggressività come mezzo di difesa e lo sguardo su tutti come categoricamente falsi, bugiardi, pericolosi e da eliminare mentre dall’altra parte vi è chi crede che noi abbiamo la missione di sradicare ogni forma di male che esiste nel mondo, far fuori quelli che non si allineano alla mia visione giusta delle cose e creare un mondo perfetto, dove tutto sia perfetto. Entrambe queste visioni – opposte tra di loro – sono destinate a portare solo distruzione.

La sapienza di Gesù che, davanti alla semina della zizzania in mezzo al grano, dovrebbe suscitare lo sdegno del discepolo. Invece Gesù ci vuole educare alla saggezza. Il male è una realtà. Il nemico, il tentatore, sono una realtà.

Il Regno di Dio, impiantato nel terreno buono sotto forma di seme (i semi di grano), è qualcosa che ha sempre avuto a che fare col mistero del male, fin dalle origini. La passione di Gesù e la sua morte violenta sono la manifestazione più visibile dell’intreccio tra bene e male, tra grano e zizzania. Il Regno avrà sempre a che fare con la prova, la tentazione e il male finche durerà questo modo.

Questa battaglia fra bene e male non è fuori di noi. Non vi sono tra noi i buoni da un lato e i cattivi dall’altro. Creati buoni da Dio, siamo tutti intessuti di male a causa del peccato e in ognuno di noi grazia e peccato si scontrano, obbligandoci a maturare una forza superiore che sia capace di gestire il male finché non verrà il giorno in cui Cristo separerà il grano dalla zizzania, il bene dal male.

A noi il compito di seminare il Regno di dio attraverso la parola del vangelo e una vita autenticamente cristiana. A Dio il compito di sradicare definitivamente il male attraverso il Regno che è cresciuto in noi e, attraverso di noi, nel cuore del mondo.

E’ così che si vince il male e colui che del male è autore.

(… continua nell’audio-riflessione)

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