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XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

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Abramo, Marta e Maria. La riscoperta della dimensione contemplativa della vita e il recupero del silenzio interiore come via della comunicazione di Dio.  (Lc 10,38-42)

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Ascolta il Vangelo: 

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Omelia del giorno 2019 ( 7 minuti):

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Catechesi audio 2016 (16 min): 

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INTRODUZIONE

La vicenda di Marta e Maria sembra riassumersi in un messaggio molto semplice: è più importante dedicarsi all’ascolto della Parola di Dio che occuparsi delle faccende della vita che distraggono il cuore da Dio. Se anche vi è una verità in ciò, questa vicenda va molto più in profondità. Tocca, come sempre fa il vangelo, gli spazi profondi del nostro essere interiore e ci mette in questione in ciò che siamo nella vera radice di noi stessi. La nostra vita è l’icona vivente di Maria e del suo paradosso: avere Gesù come ospite in casa eppure, vivere nell’affanno, schiacciata dalle preoccupazioni, come se la presenza di Dio non ha alcun significato reale.

“Non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola”? La solitudine! Eccolo il vero problema… ed è nascosto dietro il super-attivismo di Marta. L’affanno nasconde la solitudine dell’uomo. Quando l’uomo non sta bene con se’ stesso, si nasconde dietro qualcosa. Fa… per non fare i conti con se stesso… mentre la voragine dentro di se’ cresce.

Solo Cristo risolve il rischio di essere risucchiati dentro il nostro stesso mulinello e di sprofondare per sempre. La pace e’ la misura delle fede, e nasce dalla profonda percezione che Dio è presente nella vita, agisce, vigila, guida, ispira, chiede l’accesso alla nostra mente e al nostro cuore. La pace è il dono che nasce dalla fede e genera un cuore capace di amare, perché è un cuore libero da affanni.

Fede e amore sono la forza con cui i cristiani possono ricostruire il mondo.

Il Male di Marta è la solitudine. Il cristiano, agendo come Gesù, e sull’esempio di Maria, hanno la pace dentro… trasmettono pace… contagiano le persone con la fiducia, sanno creare comunione, abbattendo le distanze della paura e dell’affanno che isolano gli uomini tra loro e avvicinandoli, per mezzo dell’ascolto della parola di Dio che fa intravedere e sperimentare la gioia del Regno.

Maria si era scelta la parte migliore e non le è stata tolta. A noi cristiani incombe la missione di portare questa parte migliore nel cuore di chi vive schiacciato dalle preoccupazioni della vita, in modo che possano sperimentare, per mezzo della fraternità e della comunione, la gioia di appartenere a qualcuno e di non essere soli, e la pace che consegue dal sapere che tutti apparteniamo a Dio.

(continua nell’audio-riflessione)

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