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XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

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Tenetevi pronti e non abbiate paura, Piccolo Gregge. Di ogni tesoro su questa terra non resterà nulla. Fate di Dio il vostro grande tesoro e fatevi un tesoro nei cieli. Un tesoro che non si dissolve e che Dio custodirà per voi. Fate attenzione perché là dov’è il vostro tesoro, li si troverà anche il vostro cuore. (Lc 12,32-48)

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Ascolta il Vangelo: 

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Omelia del giorno 2019 (7 min):

 

Catechesi audio 2016 (21 min): 

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INTRODUZIONE

I discepoli hanno paura (9,45) della nuova prospettiva della missione di Gesù, che dovrà soffrire (9,22.43­44), continua a dominare in loro la mentalità di un Messia glorioso, più rassicurante. Così anche nelle nuove comunità cristiane (anni 80) comincia a riaffiorare lo spirito pagano.

Essere cristiani al giorno d’oggi comparta il superamento costante di ostacoli che si presentano lungo il cammino: scoraggiamento davanti al permanente susseguirsi di difficoltà, la tentazione di abbassare la guardia quando si è prostrati dalla stanchezza del cuore, oppure quando le cose vanno bene; lasciare che si indebolisca l’energia della speranza che è il motore che muove l’esistenza verso Dio e verso il prossimo.

Gesù, davanti a un gruppo di discepoli stanchi del viaggio verso Gerusalemme, e impauriti dalle parole di Gesù, che parla di croce, di condanne, di morte, reagisce dando coraggio e invitando a non lasciarsi scoraggiare.

In mezzo alle tribolazioni della vita, delle crisi che si sono susseguite,… quelle che sono già passate, quelle che sembrano non volersene andare e quelle che inevitabilmente verranno, si innesta la verità che illumina tutta l’esistenza di una luce nuova: “…al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno”. La fede cristiana è anzitutto, prima di ogni altra cosa, consapevolezza che noi siamo nati dall’Amore di Dio e che mai nulla ci potrà separare dall’Amore di Cristo.

Chi fa di Dio il proprio tesoro conosce la pace perché la vive. Non si ritira dal mondo, come un alieno, per pensare solo alle cose dii Dio, ma con la pace che porta dentro sperimenta un contatto con la realtà che è secondo verità.

Chi ha fatto di Dio il suo vero tesoro, vede in tutto quello che Dio ha creato l’estensione di quel tesoro. Un tesoro da custodire, come il creato, ossia quell’equilibrio delicato tra uomo e natura; come la pace fra i popoli, che comincia con l’operare la pace nel proprio cuore, poi nella propria famiglia, poi nel proprio quartiere, e nell’essere presentii, nell’interessarsi del bene… del bene comune… ma anche del bene superiore, quello spirituale, che racchiude ogni altro bene e gli dà il giusto valore.

(continua nell’audio-riflessione)

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