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XIX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B

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Io sono il pane vivo, disceso dal cielo (Gv 6,41-51). 

Il discorso sul Pane della vita disceso dal cielo irrita gli ebrei che vogliono un Gesù politico, asservito agli interessi materiali del popolo.
Il popolo scambia l’opera di Dio in Cristo, con la moltiplicazione dei pani, con un opera tutta di Gesù, un Gesù senza il Padre e lo vede come un mago, un maestro di giochi di prestigio, uno che potrebbe intrattenere il popolo e stupirlo ancora con altri gesti prodigiosi.
Se Gesù accettasse la proposta del popolo, potrebbe moltiplicare pani e miracoli ogni giorno per fare mostra della sua potenza mentre la gente non sarebbe più costretta a lavorare. E per convincerlo, gli propongono la corona. Lo vogliono fare re. Certamente alla corona non rinuncerà.
Gesù non accetta. Insiste sulla rivelazione che Lui è il pane di vita e viene dal cielo. La sua regalità viene dal Padre, che Lui conosce e a cui è dato di conoscere a chi lo accoglie come Pane disceso dal cielo. Il popolo resta chiuso. Ed è una chiusura che sta montando in rabbia. Si sta per consumare una tragica rottura che segnerà il destino di Gesù.

 

Ascolta il Vangelo:

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Riflessione sul Vangelo del giorno 2018 (8 min):

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Catechesi audio 2015 (14 min): 

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INTRODUZIONE

Elia sa che vogliono ucciderlo, per aver profetizzato nel nome del Signore. Sicari della regina si nascondono in ogni angolo della città aspettando che venga allo scoperto. Ma il profeta fugge nel deserto. E’ spaventato. Chiede a Dio di prendergli la vita. Fuggire nel deserto significava andare incontro a morte certa. Ma Dio gli manda un angelo e il destino del profeta cambia.

Come Elia, che mangiò le focacce preparate dall’angelo e che gli diedero la forza di riprendere il cammino per altri 40 giorni, cioè per tutta la vita, Gesù si rivela a noi come il pane della vita, il pane che dà la vita eterna a chi lo accoglie nella propria mente, nel proprio cuore, perfino nelle proprie viscere.

E noi siamo chiamati a diventare pane per il mondo. Trasformati anche noi in pane celeste, dall’Eucaristia del Signore, diventiamo l’angelo che Dio manda all’umanità smarrita perché ritrovi la forza di riprendere il cammino e ritrovare se stessa, e quindi Dio.

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(continua nell’audio-riflessione)

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