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XIII Domenica – Tempo Ordinario – Anno B

figlia di giairo 3

 

“Fanciulla, io ti dico: Àlzati” (Mc 5,21-43) 

La compassione di Dio che ha creato la vita… per la vita, non per la morte.
Dio non ha creato la vita per la sofferenza né rimane indifferente davanti alla sofferenza.
La compassione di Gesù verso due donne e il riscatto della loro dignità.
Due donne colpite dalla malattia nel loro essere donna. Ognuna in modo diverso. Un padre disperato, uno che conta, ma le cui conoscenze non servono a niente a salvare la figlia.
La compassione di Gesù verdi entrambe e la salvezza che entra nella loro vita.
Una riflessione sulla compassione di Dio verso la condizione umana e un invito a riflettere sulla bellezza della vocazione ad essere donna e la reale situazione di sofferenza – culturale, esistenziale e sociale – che molte vivono.

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Ascolta il Vangelo: 

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Omelia 2018 (9 min):*

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Catechesi audio 2015 (31 min): 

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INTRODUZIONE

Due vicende che vedono Gesù nell’esercizio di una delle virtù cristiane più alte: la compassione. La guarigione della figlia di Giairo e della donna emorragica costituiscono, simbolicamente, situazioni disperate, oltre ogni speranza di guarigione. Una bambina ha cessato di dare segni di vita e una donna soffre di emorragia da 12 anni. Gesù è immerso nella folla, circondato da tutte le parti. La donna emorragica lo raggiunge, lo tocca e viene guarita. La verità è che Gesù, entrando nella folla, entra simbolicamente nel cuore dell’umanità e ne raccoglie il grido di salvezza, e manifesta la potenza del Padre, attraverso le due guarigioni, nell’esaudire la domanda portata da questo grido. Gesù è la salvezza di Dio. E la via della salvezza è quella mostrata nel vangelo di oggi: la compassione e la misericordia, l’amore fino a farsi toccare dalla malattia dell’umanità.

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(continua nell’audio-riflessione)

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