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VII Domenica Tempo Ordinario – Anno A

coltello-insanguinato

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 Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico… (Mt 5,38-48)

La violenza chiama altra violenza. La spirale cresce e si allarga finché le persone coinvolte si distruggano a vicenda. Oppure fino a quando, spinta dalla grazia divina, non diventiamo capaci di disinnescare questa reazione a catena con gesti coraggiosi: porgere l’altra guancia e amare il proprio nemico. 

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Omelia del giorno 2020 (12 min):

 

*Abbraccio tra bambini_02

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Riflessioni precedenti

Catechesi audio breve 2017 (16 min)

 

 

Catechesi 2017 (22 min): 

 

 

 

INTRODUZIONE

Sarebbe interessante sapere chi tra tutti noi non ha avuto l’istinto, anche per un solo istante, anche se poi non l’abbiamo fatto, di farla pagare a chi ci ha fatto del male.

Non c’è gesto peggiore di uno schiaffo in faccia. E’ il gesto più indegno di un essere umano. Il volto di una persona è la parte più sacra, più inviolabile. Colpire una persona nel volto significa voler colpire la sua identità, la sua personalità, significa insultarla nel profondo del suo essere. Perché è attraverso il volto che la persona manifesta il suo essere, i suoi sentimenti, la sua identità. Lo fa col sorriso, con lo sguardo e con la parola. Per questo il volto di una persona ha il potere di uccidere una relazione umana ma anche di farla risorgere, anche prima di usare la parola. E chi, avendo subito uno schiaffo in faccia, ha sentito come naturale porgere l’altra guancia, quasi chiedendo di essere umiliato e annullato, ancora una volta, da quella mano che lo ha picchiato già una volta?

Come si fa a porgere l’altra guancia?

Gesù, nel vangelo di oggi, ce lo chiede. Ma cosa significa veramente. E come si può veramente “amare il nemico” e “porgere l’altra guancia”.

Anche se in questa pagina specifica del Vangelo Gesù non lo dice, in altre pagine del Vangelo Gesù ce lo ricorda: è nella fede in Lui, mediante l’unione in Lui e con l’assistenza dello Spirito Santo – e soltanto così – che noi possiamo immaginare di superare le mura invalicabili della nostra fragilità umana, e compiere ciò che agli uomini è impossibile.

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