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VI Domenica del Tempo Ordinario – Anno A

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“Se la vostra Giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel Regno dei cieli”

La Legge. Data a partire da Mosè, essa aveva il suo senso ultimo nel riconoscimento della santità di Dio e nel rispetto del prossimo, soprattutto dei più deboli. I farisei del tempo di Gesù ne avevano fatto, invece, un sistema di potere basato sull’osservanza esteriore delle norme, senza misericordia né amore. Misura della giustizia dell’uomo era l’osservanza della forma esteriore delle prescrizioni e norme. Spesso la gente non poteva tenere il passo con la quantità di obblighi e divieti prescritti dalla Legge ed era considerata con disprezzo dai farisei. Gesù, partendo con la proclamazione delle Beatitudini e l’intero discorso della Montagna, riporta la Legge, Mosè e i Profeti al loro antico splendore. Pieno compimento della Legge è l’Amore. “E Io sono venuto non ad abolire, ma a dare compimento alla Legge e ai Profeti“. Sono venuto a convertire i cuori all’Amore. (Mt 5,17-37)

 

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Omelia del Vangelo del giorno 2020 (11 min): 

 

 

Riflessioni precedenti:

Catechesi audio 2017 (2) (10 min)

 

Catechesi audio 2017 (1) (23 min): 

 

 

 

INTRODUZIONE

Nel passare in rassegna alcuni dei comandamenti dell’Antico Testamento, Gesù punta il dito contro l’ipocrisia di una osservanza esteriore e senza cuore. Allo stesso tempo, Egli approfondisce il senso dei comandamenti: non uccidere, non commettere adulterio, ecc., in un modo che ad alcuni può lasciare senza fiato.

Ma è davvero possibile che lui stringa talmente la corda ai suoi nuovi discepoli, a quella che un giorno diventerà la Chiesa, che un giorno conterà più di un miliardo di battezzati nel mondo, al punto da rendere apparentemente impossibile la vita cristiana? Davvero se a una persona scappa di dire “Stupido” a un altro, dovrà essere sottoposto a giudizio nel nuovo Regno che Egli sta annunciando. E davvero se a una persona, sotto un momentaneo moto d’ira, scapperà di dire “pazzo” ad una persona con cui ha interrotto ogni relazione, il suo destino sarà uguale ai rifiuti di Gerusalemme: finire in quello che a quel tempo era l’inceneritore dei rifiuti della città? Fuori dalla simbologia, è possibile che il suo destino sia l’inferno?

Ma non abbiamo un Dio misericordioso, noi, uno che comprende le nostre debolezze e ci aiuta nel nostro cammino di fede?

Cosa vuol dire, veramente, Gesù, con questo parlare così forte, e dove sta il “Vangelo”, ossia la “lieta notizia” per le nostre vite in questi discorsi? Non è lui il nostro liberatore? O dobbiamo temerlo come il nostro carnefice?

La risposta è che Gesù è venuto a correggere la nostra visione distorta circa il modo di intendere l’applicazione dei comandamenti e della Legge e, allo stesso tempo, aprire i nostri cuori alla rivelazione che Lui è venuto a dare compimento alla Legge. E il pieno compimento della Legge è l’Amore.

Gesù ci sta chiedendo di convertirci, in modo radicale, e senza compromessi, all’Amore.

(… continua nell’audio-riflessione)

Buon ascolto.

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