V Domenica Tempo Ordinario – Anno A

 

candele

 

Voi siete luce. Voi siete sale. (Mt 5,13-16)

 

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Omelia del giorno 2020 (8 min):

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Catechesi audio sul vangelo 2017 (24 min): 


 

INTRODUZIONE

Quante volte abbiamo detto di non volere che nessuno sappia delle cose, e se vogliamo fare una buona opera, preferiamo che lo sappiamo solo noi, piuttosto che lo si venga a sapere pubblicamente. In fondo, quello che conta è che io, quella buona azione, la faccia, e che la mia coscienza sia a posto.

Quante volte abbiamo sentito dire che non bisogna fare tanto chiasso nell’agire e nel manifestare il proprio essere cristiani, perché è sufficiente pregare Dio nel silenzio della propria coscienza, o pensare a Dio, di tanto in tanto, nella propria mente, mentre quelli che manifestano esternamente la loro fede sono più degli ipocriti che dei veri cristiani.

Non sono discorsi nuovi. Li conosciamo bene.

Alla fine il nostro cristianesimo si riduce a poche formule: non ammazzo, non rubo, non faccio male a nessuno, quindi? Chi mi deve giudicare.

In mezzo alle tante persone a cui sentono pronunciare queste “false formule di fede” – perché sono l’esatto opposto del Credo che professiamo la domenica –  si potrebbe, nella maggior parte dei casi, scommettere sulla prima affermazione: “non ammazzo”, ma sulle altre due, troppo spesso, vengono dei seri dubbi. Troppe sono le maniere di rubare e a cui diamo altri nomi, più puliti. Per esempio, non dare la giusta retribuzione a un lavoratore, almeno che non si è in una crisi talmente drammatica da non avere che cosa dare. Ma si è rubato sempre così, in tempi di prosperità, approfittando del bisogno dei più fragili. E quanto al “non fare male a nessuno”, anche qui vengono dei forti dubbi, perché la quantità di relazioni malate che si trovano nelle famiglie, nelle comunità e sul posto di lavoro non nascono dal fatto che tutti fanno il bene e nessuno fa il male. Tutti dicono: “non faccio male a nessuno”, ma attorno a molti di loro c’è tanta tristezza e sofferenza. Bisogna chiedersi perché.

C’è dell’ipocrisia in quell’affermazione: “non ammazzo, non rubo e non faccio male a nessuno.

C’è ipocrisia perché, anche se fosse vera – e nella maggior parte dei casi non lo è – essa ci dice il male che non si fa. Essa non ci dice, però, nulla del bene effettivo che siamo chiamati a compiere e dell’amore che siamo chiamati a darci gli uni gli altri. In altre parole, una persona potrebbe veramente “non ammazzare, non rubare e non fare male a nessuno”, ed essere una persona che semina tristezza e antipatia ovunque si trivi a passare, perché non ha ancora manifestato nulla dell’amore che dà gioia vera alla vita.

Ecco di cosa cui parla il Vangelo di oggi.

(… continua nell’audio-riflessione)

Buon ascolto.

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