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V DOMENICA DI QUARESIMA – ANNO C

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“Neanche io ti condanno”. Una donna, adultera, condannata a morte. Una legge che produce morte. Il cuore di pietra di chi giudica per condannare. Il perdono di Dio che supera ogni peccato e conduce alla vita.  (Gv 8, 1-11)

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Ascolta la Parola di Dio:

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Omelia della Messa del giorno (13  min): 

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Catechesi audio 2016 (13 min): 

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INTRODUZIONE

“Chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Quante volte sentiamo usare questa espressione oggi, per legittimare il peccato. E’ come se si dicesse: “Sono libero di fare ciò che mi pare. Se a qualcuno non va e pensa di potermi giudicare, si guardi la sua di coscienza. E se è senza peccato. Mi giudichi. Altrimenti mi lasci in pace“.

L’egoismo umano…

Nel mondo in cui viviamo le relazioni umane sono divenute insopportabili. I livelli di aggressività sociale – indice di uno stato aggressivo interiore permanente – sono sempre più alti. Siamo tutti interlocutori armati gli uni contro gli altri. Tutti con un sasso nella mano, pronti a scagliarla a chiunque attraversi il nostro spazio e costituisca una minaccia. E in un mondo in cui tutti sono visti come avversari – e non come fratelli – siamo tutti pronti alla guerra della lapidazione reciproca.

Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra … con questa espressione Gesù rileva la condizione generale di peccato in cui versa tragicamente l’uomo, per cui nessuno può ritenersi o dirsi salvo perché osserva scrupolosamente la Legge. In altri termini la Legge non può salvare, poiché chi salva è solo Dio, il quale dona gratuitamente il suo perdono a tutti, indipendentemente dal corretto compimento della Legge. Gesù smantella un sistema di potere che consiste nell’appellarsi a Dio per infliggere condanne… Non la legge interessa a Dio, ma la salvezza dell’uomo. Ai farisei interessa la legge, e l’uomo è solo strumento per l’affermazione della legge.

Dio è un Dio di Amore, è Padre e si china sui miseri. In questo caso la donna adultera. e le offre una nuova opportunità di vita. “Neanche io ti condanno. Va e non peccare più“.

Nel perdono all’adultera, Gesù pone le premesse di una civiltà fondata sulla misericordia, l’unica capace di rendere il mondo più umano.

Ogni cristiano è chiamato a far suo questo atteggiamento fondamentale di Gesù.

(continua nell’audio-riflessione)*

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