V Domenica di Quaresima – Anno A

 

La resurrezione di Lazzaro_02

 

AUDIO-RIFLESSIONE SUL VANGELO DELLA V DOMENICA DI QUARESIMA – ANNO A

“Io sono la risurrezione e la vita”. E Lazzaro uscì dal sepolcro. (Gv 11,1-45)

 

Omelia pronunciata durante la Messa vespertina (17 min):

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Omelia pronunciata durante la Messa del giorno:

 

 

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Audio-riflessione completa , clicca qui (30 min): 

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Se non hai ancora ascoltato la proclamazione del vangelo, clicca prima qui: 

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INTRODUZIONE

Siamo alla V ed ultima domenica di quaresima. Nella narrazione liturgica della missione di Gesù, dopo aver proclamato sé stesso l’acqua viva che zampilla per la vita eterna (nell’incontro con la donna samaritana), dopo aver ridato la vista a un cieco nato, rivelando Se stesso come la Luce del mondo che restituisce la luce a chi è nelle tenebre del peccato, oggi leggiamo il racconto della risurrezione di Lazzaro. Nel racconto dell’evangelista Giovanni, questo episodio rappresenta il culmine della rivelazione dell’identità di Gesù, e avviene con il più solenne dei miracoli: la risurrezione di un morto.

Ma la risurrezione di Lazzaro non è, propriamente parlando, una vera risurrezione. E’ un ritorno alla vita eterna. Lazzaro è veramente morto. Ma il suo ritorno in vita significa “questa vita”. La vita terrena. La risurrezione cristiana è molto di più: è attraversamento della morte come ultimo baratro della vita, quello che sigilla la fine dell’esistenza terrena in modo definitivo, per riemergere vivi, nel proprio corpo glorificato, in Dio, e quindi alla pienezza di una vita senza più fragilità.

La risurrezione di Lazzaro significa che egli sarebbe dovuto, un giorno, morire una seconda volta.

Quando pensiamo che un giorno risorgeremo in Cristo, e che saremo beati per tutta l’eternità, l’idea ci piace. Ma se qualcuno dovesse chiederci della morte, cosa ne pensiamo, e se la medicina moderna riuscisse a prolungare la vita biologica anche a due cento anni, la maggior parte di noi preferirebbe rimandare la risurrezione alla vita eterna per prolungare questa vita. E se, da morti, potessimo risorgere, tornando in questa vita piuttosto che alla vita eterna, molti lo farebbero.

Allora perché Gesù risuscita Lazzaro, se alla fine questa risurrezione non mette fine alle nostre domande sulla vita e sulla morte, e su ciò che sta oltre la morte. Cosa abbiamo guadagnato realmente noi, creature di Dio, dalla risurrezione di Lazzaro? Sembra nulla. Perché noi e i nostri cari moriremo, e non ci sarà accanto a nGoi Gesù di Nazaret a urlare: esci dal sepolcro e torna dai tuoi familiari.

Sembrerebbe che ci abbia guadagnato solo Gesù, mostrando la sua potenza divina e potendo rivelare, una volta per sempre, con questo gesto, che Egli è la Risurrezione e la Vita.

Ma se questo è vero, allora non ha guadagnato solo Gesù. Abbiamo guadagnato tutti. Perché la risurrezione di Lazzaro non riguarda Lazzaro, ma riguarda Gesù e la rivelazione della sua vera identità divina. Mostrando il potere di far risorgere i morti Egli apre una grande finestra su ciò che significa risorgere, e ci dice che in Lui c’è una risurrezione infinitamente più grande di quella di Lazzaro, e quindi di un semplice ritorno in vita.

Con questo gesto Gesù anticipa la sua risurrezione, e offre a tutti noi, anche ai più chiusi di cuore, l’acqua che disseta la sete ardente di trovare risposte sul destino ultimo della nostra vita. Lazzaro, risuscitato dai morti, diventa una immagine viva che ci ricorda che noi siamo destinati a qualcosa di ancora più grande.

Riportandolo in vita, Gesù libera Lazzaro dalle catene di una concezione di morte, ancora fin troppo diffusa oggi, che nella morte la fine di tutto, l’ultimo destino umano fatto di putrefazione e di scomparsa nella polvere della terra. Gesù, invece, fa intravedere l’anticipazione della sua gloria da risorto e la risurrezione come vocazione e destino di tutti coloro che crederanno in lui.

Ma per accedere a questa conclusione gloriosa della vita occorre che convertiamo i nostri cuori e viviamo la vita in un atteggiamento di permanente e profonda adorazione di Gesù, Risurrezione e Vita nostra, Salvatore del mondo.

(… continua nell’audio-riflessione)

Buon ascolto.

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