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V Domenica di Pasqua – Anno C

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“Vi do un comandamento nuovo” (Gv 13,31-35).   

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Vangelo di questa domenica: (Gv 13,31-35)

Dal Vangelo secondo Giovanni

Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».

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Omelia del giorno 2019 ():

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Clicca qui per ascoltare l’audio-riflessione (18 min): 

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INTRODUZIONE

L’uomo nasce dall’amore, vive di amore e per l’amore e quando una di queste condizioni non si realizzano, si generano delle persone ferite…. ferite che possono durare tutta la vita. A volte la mancanza di amore può perfino creare dei mostri. La storia dell’umanità è piena di esempi di uomini che, privati dell’amore o incapaci di amare, hanno trascinato il mondo intero nell’inferno stesso che divampava dentro la loro anima. E questo avviene anche su scala molto più piccola.

Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri». DIO E’ AMORE INFINITO. Neanche l’odio delirante dei GIUDEI è quello prepotente dei romani riusciranno a fermare la grandezza dell’amore di Dio. Neanche la tragica realtà di vedere un Giuda, apostolo, un amico, avvolto e inghiottito per sempre dall’oscurità dell’inferno può fermare la potenza dell’amore di Gesù.

Anzi, proprio la virulenza dell’odio che questi riverseranno su Gesù saranno l’occasione che permetteranno a Dio padre di rivelare al mondo e di riversare su di esso, per mezzo del figlio la grandezza infinita del suo amore. Alla fine della nostra vita resterà soltanto l’amore. Quando Cristo risorto è risorto in forza dell’amore del Padre. Senza il padre… Senza il suo amore, ossia senza lo spirito Santo, Cristo non sarebbe risorto. Alla fine dell’esistenza terrena di Cristo rimaneva, dunque soltanto l’amore, ossia il Cristo risorto, assieme alle sue piaghe.

L’amore di Dio per uomini e le piaghe di Gesù non si possono più disgiungere perché proprio le piaghe sono la dimostrazione visibile ed eterna dell’amore eterno di Dio per uomini. Questo vale anche per tutti gli uomini. Alla fine della vita resta soltanto l’amore. E le ferite di amore che la vita a procurato a ciascuno di noi. A perenne testimonianza dell’amore che ciascuno avrà saputo donare.

(continua nell’audio-riflessione)

 

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