Costellazione Pleiadi

Un giorno in casa Badano. Chiara Luce Badano raccontata dai genitori

 

Il 9 giugno 2011, a Sassello (Savona), mentre predicavo un corso di esercizi spirituali a un gruppo di sacerdoti, siamo andati a visitare la tomba della Beata Chiara “Luce” Badano,morta a 18 anni per un tumore alle ossa. Il tempo della malattia fu per leri una grande preparazione all’incontro con Cristo, che lei visse con una gioia, dando testimonianza di una fede limpida e luminosa. Fu dichiarata beata il 25 settembre 2010.

Abbiamo ascoltato il racconto dei genitori, Ruggero e Maria teresa, nella camera da letto dove la Beata Chiara visse i suoi ultimi giorni terreni.

Per conoscere la figura della beata, si può visitare il sito: www.chiaralucebadano.it

 

Qui di seguito sono riportati alcune frasi della testimonianza dei genitori, riportati senza modifiche.

Il padre, Ruggero: “Ciara sapeva che la malattia l’avrebbe condotta alla morte, eppure trovava la forza per cantare, e tutte le volte che io aprivo la porta della sua camera, lei sorrideva. Credevo che lei lo facesse per dare coraggio a noi. Un giorno ho tolto la chiave dalla serratura. Guardavo dal buco per vedere se lei stesse piangendo, ma lei sorrideva sempre. Le sentivo dire: per te Gesù.., per te Gesù…

La madre, Maria Teresa: “Per ogni ciocca di capelli che cadeva per la chemioterapia, lei diceva: per te Gesù. Chiara traeva la sua forza dall’Eucaristia. Voleva un vestito da sposa per la sua morte. Noi eravamo in difficoltà. Non capivamo. Poi degli amici di Chiara l’hanno fatta fare appositamente…

…Per il suo funerale preparava anche i canti e ogni altro particolare. Tutto doveva essere perfetto. Lei stava preparando l’incontro con Gesù, e non si fermava mai a pensare alla morte come ad una cosa triste. Anzi, era la cosa più bella che le stava capitando. La zia spesso protestava, non capiva, piangeva…

…Diceva alla madre: “Quando mi vestirai, dirai più volte: questo per Gesù… Questo per Gesù…

…Quando Chiara era ormai malata, si stava avvicinando la festa di San Valentino. Mi disse: Mamma, fatti bella. Esci con Papà. Ditevi ti voglio bene. E ricordati: prima di me c’era lui!… E quando entrerai in Chiesa per il mio funerale, devi cantare a voce alta, perché io canterò dal cielo con te.

…Chiara voleva donare gli organi. Non poteva, a causa della malattia. Ma quando seppe che poteva donare le cornee, il suo volto si illuminò.

Le chiedevo: Hai dolore? Lei alzava le spalle. Ma non parlava. Diceva: Sai, Mamma, Gesù smacchia con la varechina. E la varechina brucia. Così quando sarò in cielo,
sarò senza macchia.

Il testamento di Chiara:
I giovani corrono. Io non posso più. Consegno la fiaccola perché loro corrano. Perché abbiamo una sola vita. E vale la pena viverla bene.

Le sue ultime parole: Mamma, ciao! Sii felice, perché io sono felice! Vederla lì sul letto, vestita da sposa… era bellissima.

 

(Foto: 1) in alto, con Ruggero e Maria Teresa Badano; 2) dipinto che Chiara fece della Pentecoste all’età di 5 anni; 3) Oggetti appartenuti a Chiara, tra i quali si notano i pattini, e la racchetta da tennis, che le cadde dalle mani quando avvertì per la prima volta il malore che, più tardi, si sarebbe rivelato un tumore alle ossa; 4) una immagine di Chiara; 5) la camera da letto di Chiara; 6) la foto posta sulla tomba; 7) Sotto, la toma di Chiara, nel cimitero di Sassello.)

 

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