evangeliario

SOLENNITÀ DI MARIA SS. MADRE DI DIO 2018

Madonna col Bambino (molto umano)

I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino. Dopo otto giorni gli fu messo nome Gesù. (Lc 2,16,21)

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Ascolta il Vangelo:

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Omelia della Messa della vigilia (11 min): 

I Pastori, persone destinate ad una vita statica e ripetitiva, prigionieri di una vita senza futuro e di un presente senza slancio. Poi, lo squarcio nei cieli, l’irrompoere della luce, la corsa verso la grotta, il raccontare, lo stupore, la contemplazione… Il trionfo del movimento del corpo e dell’anima. Il Bambino rigenera la vita del mondo. 

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Omelia della Messa delle 11 (9 min):

Un fatto accaduto e che ci interpella. Quale augurio “cristiano” per il nuovo anno?

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Omelia Messa della sera (8 min) : 

Il dono di una Madre per Dio che entra nel mondo. La pienezza della divinità del Padre che abita corporalmente nel Bambino. Nel Bambino abita anche la pienezza della Pace. E la Pace che è il Bambino Gesù, è il dono che Dio Padre fa all’umanità. Dono da accogliere e condividere.

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 Catechesi audio 2015 (17 min)

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INTRODUZIONE

E’ l’inizio del nuovo anno. Nell’aria vi è il rumore dei festeggiamenti. C’è molta mondanità, ma festeggiare il capodanno, in sé, non è peccato. Esprime la nostra voglia di vivere, la gioia di esserci. Abbiamo diritto di festeggiare. 

Ma alla gioia di esserci si contrappone, nel mondo oggi (e di sempre), la “paura di esserci”. La paura di ciò che di più oscuro si eleva in alto nel turbine della storia dell’umanità mette in movimento anche le paure profonde che albergano nel nostro profondo: la paura di rimanere soli, di morire soli, di aver vissuto una esistenza senza significato.

Molti festeggiano per soffocare queste paure. per esorcizzarle. 

Oggi, però, è anche la solennità liturgica di Maria SS. Madre di Dio. 

Il mistero della maternità divina che oggi celebriamo ha una parola potente da dire, sia a tutti noi che festeggiamo, a pieno diritto, la gioia di esserci, all’inizio di questo nuovo anno, sia a coloro che sono sopraffatti dalla paura di esserci, e vivono la vita con angoscia. 

Maria è Madre. La sua stessa maternità è una risposta al cuore inquieto. Non siamo soli. Abbiamo tutti una Madre, dono incommensurabile dell’amore infinito di Dio. E’ madre di un bambino… madre di Dio… madre della sorgente stessa della Vita… e, quindi, a pieno titolo, Madre della Chiesa e dell’intera umanità. 

In lei la gioia di esserci si completa, perché avviene in lei l’incontro con Colui che è la fonte del nostro “esserci”.

In lei la paura di esserci collassa, e lascia il posto all gioia, perché Colui che ci è donato dal suo grembo è la luce del mondo, la forza dei derelitti, il coraggio degli scoraggiati, la speranza dei disperati. In Cristo, donatoci da Maria, la paura muore e muoiono le stesse radici della paura che nascono nel nostro profondo. 

In Maria incontriamo la tenerezza, in un mondo in cui la barbarie sembra essere l’unica parola. Questa tenerezza viene dalla donna scelta da Dio perché fosse Madre e rimanesse per sempre Vergine, da colei che per singolare privilegio è nata senza peccato, affinché avessimo una madre che ci accompagni con la pienezza della luce di Dio. 

In Maria incontriamo la Madre premurosa per le sorti del Figlio…. e, quindi di tutti i suoi figli. E noi tutti siamo divenuti, in Cristo, Verbo Incarnato, figli della Vergine Madre di Dio. 

In Lei contempliamo il Verbo… Contempliamo la Luce che ha vinto l’oscurità del mondo. Contempliamo l’innocenza che ha vinto la prepotenza. 

In Lei e attraverso di Lei ci arriva il richiamo insistente alla conversione a una vita veramente cristiana. Ci arriva la chiamata a fare del mondo la culla dove far nascere, in ogni secolo, il Figlio di Dio. 

(continua nell’audio-riflessione)

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