liberali_conservatori

Lettera da Roma: Cos’è la moralità liberale?

Kishore Jayabalan

Cari amici dell’Istituto Acton, tre recenti eventi mi hanno fatto riflettere su un determinato tema che dovrebbe essere di interesse per i sostenitori della società libera a base di idee religiose. O almeno dovrebbe essere d’interesse se vogliamo superare il modo di vedere i credenti considerandoli fanatici e liberali ingenui proprio alla stregua dei libertini amorali. Questo tema può essere posto sottoforma di domanda: cos’è la morale liberale? I tre eventi sono stati: 1) una mia intervista rilasciata per una rivista online italiana in risposta ad un professore francese che afferma che il capitalismo è la causa principale della teoria del gender e altre rivoluzioni culturali e sociali connesse al liberalismo; 2) un discorso tenuto da una professoressa tedesca, “liberalismo come atteggiamento” alla conferenza degli European Students for Liberty a Berlino il mese scorso; e 3) la polemica causata dalla prossima enciclica papale sull’ecologia umana. Ora, mi rendo conto che il termine “liberale” può significare molte cose, ma supponiamo che descrive coloro che, quando vengono prese in considerazione questioni politiche, sociali ed economiche, danno maggiore priorità alla libertà individuale rispetto ad altri beni, quali uguaglianza, tradizione o ordine. La libertà non deve essere l’unico aspetto preso in considerazione ma tende ad essere quello dominante.

Ci sono liberali di destra, di centro, e di sinistra che non sono d’accordo su diverse questioni e potrebbero preferire un altro bene in un caso particolare, ma nessuno di loro mette in discussione il bene della libertà in quanto tale. Sulla scia di questi tre avvenimenti, mi sono confrontato con chi sostiene che certe idee o pratiche liberali sono ormai considerate immorali anche da chi si definirebbe liberale. Alain de Benoist identifica la libertà economica con il gender e la libertà sessuale, e accusa esplicitamente il capitalismo per la nostra confusione generale sulla natura umana. Per legittimare l’egoismo, il capitalismo ci incoraggia a superare tutti i limiti, inclusi quelli posti dalla nostra natura maschile e femminile, e ad oscurare tutte le finalità o gli scopi. Liberalismo significa “tutto va bene” in tutti i settori della vita e porta al nichilismo. Non essendo un credente, però, l’unica alternativa è che la volontà umana diventa la base per la moralità. (Forse non si tratta di un liberale, ma di un nietzschiano: l’uomo preferisce ancora volere il nulla piuttosto che non volere). Karen Horn insegna storia del pensiero economico presso la Humboldt University di Berlino ed ha detto sempre cose sagge su Adam Smith, da quello che ho ascoltato ad una conferenza che ha dato qualche anno fa al centro Markets, Culture and Ethics presso la Pontificia Università della Santa Croce. Sono rimasto sorpreso in negativo dalla sua presentazione del liberalismo come “atteggiamento”.

La mancanza di idee o di qualcosa che somigliasse ad un dibattito era evidente, non ha fatto altro che lamentarsi. I suoi obiettivi includevano i fondatori degli Stati Uniti per aver proclamato “le verità auto-evidenti” (in contrasto con i “valori” della Costituzione tedesca), i cattolici che si oppongono al “matrimonio” gay e vogliono imitare Al-Qaeda, la pena capitale e l’ergastolo, e “vecchietti” che le chiedono il motivo per cui lei non ha figli. Fieramente moralista e critica sulle credenze morali degli altri, avrebbe dovuto essere nominata la maestrina del liberalismo politicamente corretto. Il suo vangelo di tolleranza dogmatico, un esempio perfetto della dittatura del relativismo, ha spinto studenti storditi a chiedersi: “Chi sono questi cattolici che imitano Al-Qaeda?” Cosa farebbe per punire i pedofili e i nazisti?” Horn non ha dato alcuna risposta seria. E infine c’è la folla di quelli dello “sviluppo sostenibile” che attualmente si trovano a Roma per discutere in Vaticano del cambiamento climatico e della dignità umana. Il concetto di sviluppo sostenibile è stato tra gli obiettivi delle Nazioni Unite sin dalla fine della Guerra Fredda. Nazioni comuniste e del Terzo Mondo usate come capri espiatori contro il capitalismo (pur vivendo e lavorando a Manhattan!) con la richiesta di un nuovo ordine economico internazionale per, in sostanza, ridistribuire il denaro e la tecnologia dal ricco Occidente al resto del mondo.

Lo stesso vale oggi per lo sviluppo sostenibile, molte nazioni occidentali oggi sostengono che il capitalismo è dannoso da un punto di vista economico, sociale e soprattutto per l’ambiente. Sembrano chiedere a gran voce, fermiamoci prima di essere tutti più ricchi, più sani e più sicuri. Il segretario generale delle Nazioni Unite ha definito i cambiamenti climatici “la questione che definisce la nostra epoca”, sollecitando una trasformazione dei “nostri pensieri e nostri valori”. Fino a che non ha detto – ma è chiaro che fosse sottinteso – fuori dal capitalismo e guarda a Papa Francesco come un grande alleato per la sua causa. Nessuno nel movimento dello sviluppo sostenibile sembra riconoscere che le Nazioni Unite sono composte da Stati Membri,  che sono la ragione principale per cui abbiamo ancora tanti poveri nel mondo. Gli Stati che negano i diritti fondamentali di proprietà, lo stato di diritto e la libertà di commercio impoveriscono le persone al fine di mantenere il potere e il controllo. Allora perché qualcuno dovrebbe pensare che questi stessi governi hanno avuto un qualche tipo di conversione morale per aiutare i poveri, quando possono molto più facilmente estorcere denaro dagli altri, tutto in nome di una causa pseudo-nobile? Con “amici” come questi, si può capire perché sono pessimista sul futuro del liberalismo. Se le nostre scelte sono il nichilismo, il politicamente corretto e lo sviluppo sostenibile gestito dalle Nazioni Unite, potrebbe essere il momento di iniziare la ricerca di nuove isole o pianeti da colonizzare. Se Dio stesso era così disgustato con l’umanità da inondare l’intero pianeta (allora non c’erano protocolli delle Nazioni Unite a fermarlo), anche i liberali possono essere autorizzati a disperarsi.

Ma una volta che la nebbia dello scoraggiamento è salita, cosa dovranno fare per ritrovare la fiducia? Non ci sono risposte facili, certo, ma forse possiamo cominciare a riconoscere cosa evitare: gli estremi del moralismo e del cinismo. Per moralismo intendo la tendenza a trasformare ogni problema in una crisi di proporzioni globali e mi riferisco a quelli che non sono d’accordo con politiche d’incarnazione del male; per cinismo, la tentazione di pensare che gli unici modi per avere successo sono con le buone o con le cattive, dove ci aspettiamo che i nostri politici mentano, imbroglino e rubino per vincere le elezioni. Solo una società corrotta potrebbe fare uno show come House of Cards sul proprio governo – anche se si tratta di televisione avvincente. Dovremo iniziare a prendere più seriamente la realtà, ma anche con più fiducia; dicendolo con le parole di Josef Pieper, che cita San Tommaso d’Aquino, dobbiamo cominciare riconoscendo la “verità delle cose”, cose vere perché sono effettivamente conosciute dal Creatore e potenzialmente anche per noi esseri umani. Alcuni liberali possono aver pensato che stavano gettando via le catene della vecchia religione in nome della ragione e per scopi morali. Giusto.

Ma dovranno anche capire che gli esseri umani sono esseri religiosi e morali per natura e che se questi aspetti della natura umana vengono soppressi in nome della libertà si ripresenteranno in veste diversa altrove. In quanto convertito alla fede cattolica, mi piace la mia religione e la moralità forte. Ho già un papa e un catechismo per fare il punto della situazione, quindi davvero non c’è bisogno di guardare alle Nazioni Unite o a qualche programma di tendenza per dare un significato o uno scopo alla mia vita. La ricchezza teologica e filosofica della Chiesa è evidente, anche se non tutti la accettano. Per motivi legittimi, molti liberali vogliono minimizzare la religione e la politica, ma trascurando del tutto che nuove divinità e nuovi Cesari ne stanno occupando il posto. Allora, chi sarà il loro Mosè e dove sarà la loro Terra Promessa?

_____________________

Fonte: http://it.acton.org/article/04/30/2015/lettera-da-roma-cos%E2%80%99%C3%A8-la-moralit%C3%A0-liberale

Print Friendly