La mistica dell’amicizia. Lasciare spazio e accogliere i limiti.

Nel libro dell’esodo Mosè incontra Dio faccia a faccia. L’immagine, però, che la Bibbia ci offre, non è quella del “faccia a faccia”. Di Dio Mosè riesce a vedere soltanto le spalle ma la sua esperienza dell’incontro con lui è talmente travolgente da poter dire che egli lo ha visto in faccia.

È la stessa esperienza che avviene nell’amicizia. Noi vediamo il volto dell’altro. Il volto è lo specchio dell’anima. Ma è pur sempre specchio. E in quanto tale esso riflette solo una parte dell’anima, quella che la persona che ci sta di fronte vuole – o è in grado – di rivelarci.

Pur vedendo l’amico faccia a faccia, rimane sempre una distanza incolmabile perché della sua persona, della sua storia, della sua profonda identità nulla potrà mai essere un nostro possesso.

Accettare questa distanza rende l’amicizia autentica. La sostanza dell’amicizia non è il possesso ma è la libertà di lasciare che l’altro sia ciò che vuole essere e si muova, dentro lo spazio dove le due vite si intersecano, con la creatività di cui è capace.

La pretesa di sapere tutto dell’amico, lo sventrare quello spazio sacro della sua intimità il nome di una nostra presunta conoscenza di lui altro non è che l’espressione di una volontà di dominio su di lui, un desiderio di potere. Questo è un delitto contro l’amicizia.

L’amicizia si trasforma da morbosa in liberante quando ci arrendiamo all’esistenza di quella distanza che ci separa da ciò che il volto dell’altro non è in grado di rivelarci.

Accettare che ci sono apparenze che non dicono la verità sull’amico, accettare che di lui ci saranno verità che io non potrò conoscere ma dovrò rispettare e di cui dovrò prendermi cura, accettare che l’amicizia è costituita proprio da quella distanza che permette ad ognuno di avere lo spazio necessario per allenarsi, migliorarsi e tentare di diventare la versione migliore di sé è fondamentale perché l’amicizia sia una vera esperienza umanizzante.

L’amicizia, per questo motivo, è anche e soprattutto accettazione, ma più ancora, accoglienza e custodia, del limite dell’altro!

Molte amicizie sono state uccise, molte anime ferite per questa disumana incapacità di comprendere la straordinaria bellezza della distanza che permette all’altro di essere ciò che è.

Dio ha scelto con noi la strada dell’amicizia facendosi uomo, permettendoci di poterlo vedere e contemplare come vero uomo è vero Dio pur rimanendo la nostra totale incapacità di penetrare le profondità del mistero di Dio e di possederle.

Ma Dio ha trovato un modo di farsi riconoscere ugualmente da noi..

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