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IV Domenica di Pasqua – Anno C

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La risurrezione di Gesù introduce l’uomo una nuova intimità con il Padre  (Gv 10,27-30)

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Ascolta il Vangelo:

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Omelia del giorno 2019 (prima riflessione) (14 min):

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Omelia del giorno 2019 (seconda riflessione) (12 min)

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Clicca qui per ascoltare l’audio-riflessione 2016 (14 min): 

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Se non hai ascoltato ancora la proclamazione del vangelo, clicca qui: 

INTRODUZIONE

Il vangelo di questa domenica ci mette davanti ad una immagine della vita di campagna: il pastore con le sue pecore. L’immagine si presta bene all’attenzione di chi vive nel caos della città.  Nell’immagine fra il pastore e il suo gregge c’è confidenza…. si direbbe serenità… il gregge conosce il suo pastore, si sente sicuro con lui. Eppure, questa immagine agreste, assunta da Gesù, acquista un significato che trascende quanto contenuto nella semplice esperienza agreste.

Gesù usa l’immagine del pastore del gregge per rivelarci il rapporto di intimità che sussiste tra Lui e i suoi discepoli. E questa intimità consiste in una partecipazione vera, intima, reale alla vita degli uni verso l’Altro, reciprocamente. Allo stesso tempo, Egli traccia una linea di confine fra chi è suo discepolo, e quindi una sua pecora, che lo conosce intimamente e riconosce la sua voce, e chi non lo è,  perché non ascolta la sua parola e non lo segue.

Questa rivelazione si svolge nel contesto di una discussione che Gesù ha nei confronti di un gruppo di capi religiosi che gli chiedono una volta per tutte di venire allo scoperto e di rivelare la sua identità. Gesù elude la domanda e coglie l’occasione per dire a questa gente: se voi foste miei discepoli il vostro cuore lo avrebbe già detto perché mi conosceste 

Gesù si rivela come il Messia inviato dal Padre a sbloccare agli uomini l’accesso all’Amore.. all’abbraccio di un Padre misericordioso ad opera di una religione appesantita da leggi che finiscono per impaurire l’uomo nel suo rapporto con Dio…. E la paura di Dio non è ciò che vuole Dio.

Dio è Padre… E vuole stare in un rapporto vero, umano, divino, autentico, pieno, confidenziale. Dio ha a cuore il bene dei suoi figli. Vuole entrare nelle loro vite, camminare con loro, condividere con loro ansie e sofferenze.

Solo la fraternità tra gli uomini che credono in Cristo e ne sono discepoli può trasmettere al mondo un volto rinnovato di Dio. Vivendo il comandamento dell’amore, i discepoli mostrano lo stesso volto di Gesù loro pastore in quanto vivono tra di loro relazioni di confidenza, di amicizia, di reciprocità. Si ascolta una vicenda, tendono la mano fra di loro si danno la  vita l’un l’altro in modo che nessuno rimanga escluso dalla mensa degli uomini e dall’appartenenza alla famiglia di Dio.

(continua nell’audio-riflessione)

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