00 - Evangeliario

III Domenica d’Avvento – Anno A

III Avv A

AUDIO-RIFLESSIONE SUL VANGELO DELLA III DOMENICA DEL TEMPO DI AVVENTO – ANNO A

 

Sei tu o dobbiamo aspettare un altro? (Mt 11,2-11)

 

Breve riflessione:

 

Audio-riflessione completa (18 min 59 sec):

 

Vangelo della domenica: 

 

INTRODUZIONE

Siamo nella terza domenica d’Avvento, detta domenica “Gaudete”, la “Domenica della Gioia”, prendendo spunto dall’antifona d’ingresso con cui la Chiesa introduce la Liturgia eucaristica di questo giorno: “Rallegratevi sempre nel Signore: ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino”. (Fil 4,4.5). È la gioia che scaturisce nel buio della nostra esistenza, quando dal dubbio e dall’incertezza emerge la luce e la gioia della fede, perché si “sente” la presenza di Dio vicina. A partire da questa fede siamo chiamati ad incamminarci e rileggere nella nostra vita, con la luce della fede nel cuore, la Parola del Signore: il Signore è davvero vicino.

Ma la vita, troppo spesso, è fatta di dubbi che, come il tarlo, corrodono la voglia di credere.

La voglia di credere, però, non è ancora fede. La fede, quando nasce, è come la nascita di una stella. Dal momento della sua nascita essa illumina tutto la porzione di universo in cui essa splende. Così la fede: quando essa è autentica, illumina tutto l’universo della persona che di essa vive. Quando la fede vacilla, o, peggio, quando viene meno, occorre chiedersi se era vera fede o se, piuttosto era presunzione di credere, perché la vera fede non viene meno, non vacilla. Piuttosto rafforza l’uomo interiore nel momento della prova.

Tale è l’esperienza di Giovanni Battista, che, nel buio del carcere, giunto alla fine della sua vita, avvertendo che si sta avvicinando il tempo del suo martirio, rimane saldo nella fede, anche quando si insinua il bisogno di avere conferme da parte di Dio.

Questa terza domenica d’avvento è una chiamata a rinforzare la fede e a lasciarsi inondare dalla gioia che il tempo di Dio si avvicina.

A Giovanni Battista che, dal carcere, chiede conferme se Gesù sia il Messia, Gesù risponde e gli manda a dire: “I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. Ai poveri è annunciato il Vangelo”. Se Gesù guarisce, risuscita ridà la vista e compie grandi segni nella vita della comunità che crede, non è per atto di magia, ma per effetto della fede, la quale nasce dall’annuncio del vangelo.

La conferma che Gesù manda a Giovanni il Battista è anche il programma di vita della Comunità cristiana. Nessuno vive la sua fede per se stesso. Nessuna fede ha il potere di trasformare il mondo se chi la vive si chiude nel suo individualismo. Ma una comunità che vive e testimonia la carità è capace di trasformare e santificare il mondo, cioè di riempirlo dello Spirito Santo. E’ capace – e ne ha il mandato – di riaprire gli occhi a quanti credono di vedere e di conoscere il mondo ma non vedono nulla del vero mistero della vita. E’ capace di rialzare coloro che, per qualsiasi motivo, vivono interiormente come dei paralizzati, incapaci di avanzare nella vita perché hanno cessato di credere non solo in Dio ma in tutto, anche in se stessi. E’ mediante l’annuncio del vangelo che i ciechi riacquistano la vista, gli storpi camminano, e agli scoraggiati è donata una nuova speranza e una nuova gioia di vivere.

Questo significa portare la “beatitudine” nel cuore delle persone e del mondo. E’ una beatitudine che permette all’uomo di “vedere” Dio, attraverso la bellezza delle relazioni di amore che intercorre tra vicini e parenti, nei rapporti sociali, tra i popoli. E’ una beatitudine che cambia lo sguardo perché cambia i cuori. Chi vede Dio ha visto il suo futuro, ha visto il suo destino. Solo la testimonianza dell’amore nelle relazioni comunitarie è capace di trasmettere questa beatitudine e di accendere nuovo amore in persone che ancora non “vedono” Dio.

L’Avvento è tempo di attesa. Ma soprattutto di attesa laboriosa e di preparazione dei cuori ad accogliere il Cristo che viene, a realizzare quanto narrato nelle parole del Vangelo.

Buon ascolto.

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