evangeliario

II Domenica di Quaresima – Anno A

Tabor (1000px)

AUDIO-RIFLESSIONE SUL VANGELO DELLA II DOMENICA DI QUARESIMA – ANNO A

Dopo essere stato “sfigurato” nel deserto, dagli stenti della penitenza, dal digiuno e dalle tentazioni, Gesù salì su un alto monte e fu “trans-figurato” e il suo volto brillò come il sole (Mt 17,1-9) 

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Audio-riflessione breve ():

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Audio-catechesi completa (19 min): 

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Se non hai ancora ascoltato la proclamazione del Vangelo, clicca prima qui: 

INTRODUZIONE

(N.B.) Questa audio-riflessione è stata preparata per un ritiro per l’inizio della Quaresima. La sua durata (27 minuti) va compresa alla luce della sua funzione di catechesi per un ritiro di operatori pastorali. Può essere una opportunità per chi ascolta di fare una riflessione più approfondita per iniziare il tempo quaresimale.

Procede il nostro cammino quaresimale. I vangeli delle domeniche del ciclo di quest’anno, il ciclii A, ci portano lungo il sentiero di un percorso ideale e quasi “visivo” che parte dal fiume Giordano, dove Gesù è stato consacrato dallo Spirito Santo, e poi nel deserto, dove lo stesso Spirito lo ha subito dopo sospinto, per vivere un lungo tempo di penitenza e prepararsi al drammatico incontro col diavolo, che aveva l’intenzione di schiacciarlo, approfittando della sua spossatezza e della sua fame, dopo i quaranta giorni di digiuno.

Ma la vita non è sempre ciò che appare. E Dio non è ciò che, qualche volta, si insinua nella nostra mente. La vita non è solo il grigiume delle prove e delle tentazioni. E Dio non è una entità sovrannaturale che sta al di sopra di tutti e che ci lascia in balia delle nostre debolezze, e poi presenta a ciascuno il conto. Non è neanche Colui che ci abbandona in balia del diavolo, con la forza brutale delle sue tentazioni.

La vita, agli occhi di Dio, è luce, è gioia, è speranza, è gioia di esserci, in questo tempo e in questo luogo, è gratitudine, è comunione con Dio e con gli uomini e le donne del nostro tempo. La vita è dono.

Una delle tentazioni che il diavolo insinua nella nostra mente è che Dio ci vuole tutti cristiani, cioè che Dio ci vuole tutti cioè degli scolari intruppati di una scuola popolata da maestri severi e violenti, di cui si ha paura, e che la stessa vita cristiana è tristezza, grigiore, rinuncia, stenti, sottomissione, rinnegamento, auto-annullamento di sé, mortificazione di ogni desiderio e legittimo sogno che portiamo nel cuore.

Ma dicevamo, autore di questa insidia è il diavolo, il cui nome significa “calunniatore” e, “colui che si mette di traverso”, “che si pone in mezzo”, “che oppone resistenza”. E’ il bugiardo per antonomasia. Nessuno più di lui e meglio di lui.

E chi vive distruggendo la vita altrui a forza di bugie, ha preso la propria vita e l’ha trasformata dall’immagine e somiglianza di Dio, all’immagine e somiglianza di satana.

Ma il Vangelo di oggi ci parla, appunto di luce e di gioia. Gesù dopo essere stato sfigurato dalla grande prova del deserto, ora viene restituito dal Padre nella pienezza della sua “figura”, viene cioè “trasfigurato”, assume, cioè, per un istante, una immagine di Sé che sarà quando sarà assisi alla destra del Padre. (N.B. In realtà, Gesù non passò direttamente dal deserto al monte della Trasfigurazione. E’ il cammino liturgico della quaresima che ci vuole proporre questi momenti per accostare momenti significativi della vita di Gesù per il loro valore mistagogico (di rivelazione).

E per un attimo la vita si illumina, mostrandoci che non tutto è buio, ma che la vita è luce… è gioia.

(… continua nell’audio-riflessione)

Buon ascolto.

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Il Monte Tabor, dove avvenne la Trasfigurazione (foto)

Il Monte Tabor è una montagna della Galilea, in Israele. La collina del Tabor si eleva di circa 400 metri sulla pianura circostante; l’altezza sul livello del mare è di circa 600 m.

Tradizionalmente il Tabor (oppure in alternativa il monte Hermon) viene identificato come l'”alto monte” sul quale, secondo i Vangeli, avvenne la trasfigurazione di Gesù. In epoca crociata, la cima del monte venne spianata per costruirvi un monastero benedettino fortificato, che venne poi espugnato e distrutto dal Safedino; di esso rimane il portale d’ingresso in pietra, chiamato Porta del vento.

Oggi sulla spianata, lunga qualche centinaio di metri, sorge la Chiesa della Trasfigurazione, costruita nella prima metà del XX secolo. Il luogo è visitato da molti turisti e pellegrini; la strada che si snoda lungo il fianco della montagna è chiusa al traffico, ma vi è un servizio di pullmini navetta che porta fino all’ingresso della spianata, oppure si può salire a piedi in circa 45 minuti dal parcheggio.

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