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II DOMENICA DI QUARESIMA – ANNO C

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Mentre Gesù pregava, il suo volto cambiò d’aspetto“.  (Lc 9,28-36)

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Quel bisogno di luce in un mondo che vive perennemente in penombra. Il desiderio e la ricerca del volto di Dio che si può contemplare solo in Cristo appeso alla croce. La nostra vocazione a essere, per il mondo di oggi, cristiani luminosi perché trasfigurati, “dalla figura trasformata”, oltre la caricatura alla quale è stato ridotto l’uomo dei nostro tempo.

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Ascolta il Vangelo

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Omelia della Messa del giorno 2019 (11 min)

 

 

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Catechesi audio 2016 (23 min): 

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INTRODUZIONE

Il racconto della trasfigurazione di Gesù in Luca ci viene proposto, da un lato, come risposta a tutta una serie di interrogativi sull’identità di Gesù (Lc 9,7-9 e 9,18-22), che precedono il racconto stesso; risposta alla tentazione operata da Pietro davanti all’annuncio della passione… annuncio che egli rifiuta al punto di richiamarsi l’appellativo di “satana”.

Circa otto giorni dopo questi discorsi …  Luca apre il suo racconto agganciandosi ai discorsi immediatamente precedenti, quasi a dire che esso vuol essere la risposta agli interrogativi che Erode, i discepoli e la gente si ponevano su GesùDunque la trasfigurazione ci parla dell’identità di Gesù. E qui Luca comincia subito con una precisazione di tempo: “otto giorni dopo”. Che senso ha nel racconto questa precisazione di tempo? Perché proprio otto e non sei, come in Marco o in Matteo? La risposta ci viene da Luca stesso al cap. 24,1 dove ci parla della risurrezione di Gesù: “Il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino …”; essendo il sabato il settimo giorno della settimana ebraica, il giorno dopo, in successione di tempo e di numeri, è l’ “ottavo giorno”, quasi a dire che la vera identità di Gesù la si può trovare soltanto nell’ottavo giorno, che è quello della risurrezione. Soltanto lì Gesù apparirà e sarà compreso da tutti per quello che lui veramente è: “Figlio di Dio”, come verrà anche poi precisato al termine del presente racconto.

La trasfigurazione è una esplosione di luce. In questa luce, emerge la verità sull’identità di Gesù. La vita cristiana è spesso fatta di un cammino per strade in penombra, dove la luce di Dio è offuscata dalle resistenze umane e dal peccato, ma la luce di Dio non cessa. Ci sono eventi nella vita, come la trasfigurazione di Gesù per i tre discepoli, dove la penombra si apre all’irruzione di una luce intensa,abbagliante, che restituisce chiarezza, forza e motivazione. Pensiamo a momenti che portano alla soglia del mistero della vita e di Dio, come un parto… la nascita di una creatura che esce dal corpo di una donna.

Questa luce intensa costituisce la riserva spirituale con la quale andare avanti nel cammino della vita, affrontando tutti i vari momenti, gioiosi e dolorosi.

Il “luogo” dove Gesù si trasfigura è la preghiera. Così è per ogni credente. La preghiera è unione mistica con Cristo che genera la carità, la forza e il desiderio di promuovere la fraternità e la passione interiore di testimoniare l’amore di Dio per la salvezza di tutti gli uomini.

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Il Monte Tabor, dove, secondo la Tradizione, è avvenuta la Trasfigurazione

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