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I DOMENICA DI QUARESIMA – ANNO C

*Gesù tentato nel deserto

Gesù fu condotto nel deserto e fu tentato, del diavolo, con ogni sorta di tentazione.  (cfr Lc 4,1-13)

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Ascolta il Vangelo: 

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Omelia della Messa del giorno (10 min):

La condizione “nomade” e “schiava” dell’uomo dei nostro tempo, Alla ricerca di se stesso e delle radici del suo esistere. Il viaggio di Gesù nel deserto come paradigma dell’esistenza, messa alla prova ma anche purificata e rafforzata dalla penitenza. Il deserto come luogo dove incontrare Dio e ritrovare se vuoi stessi.Clicca sotto per ascoltare.

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Clicca qui per ascoltare l’audio-riflessione 2016 (19 min): 

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INTRODUZIONE

Gesù è condotto dallo Spirito nel deserto. Luca narra di tre tentazioni in particolare, ma dice chiaramente che il diavolo provò a sedurlo con ogni tentazione. In particolare Luca evidenzia la tentazione a oscurare la dimensione spirituale dell’esistenza, facendo dei bisogni del corpo (il pane) l’unica realtà. Siamo al materialismo che cancella lo spirito e Dio da ogni orizzonte. Vi è poi la tentazione di essere Dio, ma non alla maniera di Gesù. Satana vuole che Gesù diventi un Dio che eserciti potere e che esiga gloria, e che metta sotto i suoi piedi l’umanità intera. L’ultima tentazione è quella di ricorrere a Dio per ottenere benefici personali. La convinzione è quella che si può commettere ogni peccato perché Dio è buono e alla fine salverà tutti. Questo è tentare Dio. Gesù affronta e supera le tentazioni perché ha raggiunto l’equilibrio interiore fra corpo e spirito. Ha sottoposto il suo corpo a una durissima penitenza nel deserto, riducendo la sua stessa vita a una questione di sopravvivenza, dove non conta più nulla, se non vivere. Il di più viene dal maligno. La penitenza educa il corpo e lo spirito e insegna l’essenziale. E l’essenziale è proprio Dio. Commentando il vangelo, Benedetto XVI, nella penultima apparizione su Piazza San Pietro, prima di lasciare il soglio di Pietro, ha detto: “il diavolo fa credere che la vera realtà è il potere”…  “Il tentatore è subdolo: non spinge direttamente verso il male, ma verso un falso bene, facendo credere che le vere realtà sono il potere e ciò che soddisfa i bisogni primari” … “Il tentatore è subdolo: non spinge direttamente verso il male, ma verso un falso bene, facendo credere che le vere realtà sono il potere e ciò che soddisfa i bisogni primari. In questo modo, Dio diventa secondario, si riduce a un mezzo, in definitiva diventa irreale, non conta più, svanisce. In ultima analisi, nelle tentazioni è in gioco la fede, perché è in gioco Dio” … “Nei momenti decisivi della vita, ma, a ben vedere, in ogni momento, siamo di fronte a un bivio: vogliamo seguire l’io o Dio? – ha detto -. L’interesse individuale oppure il vero Bene, ciò che realmente è bene?»…  “La Quaresima è un tempo favorevole per riscoprire la fede in Dio come base della nostra vita e della vita della Chiesa”.

(continua nell’audio-riflessione)

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