evangeliario

SOLENNITÀ DELL’EPIFANIA DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO

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Lo abbiamo cercato a lungo. I nostri cuori erano inquieti finché non lo abbiamo contemplato. Abbiamo fatto un lungo viaggio. Una stella ardeva nel nostro cuore e guidava il cammino. Siamo venuti dall’Oriente per adorarlo (cfr Mt 1,2-12).

Erode e tutta Gerusalemme sono inquieti e turbati. Hanno paura davanti alla notizia della nascita di un re. I potenti del mondo hanno sempre tratto il loro potere dalla dominazione e dalla guerra.

Colui che i Magi vengono ad adorare è il Principe della Pace. Egli è la Pace. Nessuno teme più la pace di colui che per mantenere il suo potere ha bisogno della guerra. 

Con la manifestazione al mondo del Dio bambino Dio dona la pace e un nuovo inizio alla storia umana.

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Ascolta il Vangelo:

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Omelia del giorno 2018 (9 min):

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Catechesi audio 2015 (26 min)

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INTRODUZIONE

Molti vivono la vita con spensieratezza, senza mai chiedersi quale sia il loro compito nel mondo, o se mai ne abbiamo uno. Diremmo che vivono la vita con indifferenza. Per questi la vita è come una festa permanente, da godere in ogni attimo e senza sprecare tempo, perché abbiamo una sola vita. Dobbiamo godercela prima che sia troppo tardi. Eppure, è proprio questa espressione: “prima che sia troppo tardi”, che tradisce la contraddizione di una vita vissuta nell’indifferenza e nella assoluta spensieratezza. Ci sarà un giorno in cui la festa finita e le luci si spegneranno. E sarà buio.

Nella prospettiva della fede cristiana, invece, la vita è un dono. Questo dono merita di essere custodito e celebrato. La vita merita di essere vissuta, festeggiata e condivisa. Ma la vita, per il credente, non è una festa ininterrotta, passando da un divertimento all’altro, da una discoteca all’altra, forse anche da una droga all’altra, per il solo gusto di provare nuove emozioni. Non è neanche dolorismo e rassegnazione alla sofferenza.

Il cristiano sa che, pur avendo il diritto di festeggiare la vita, come un dono – e non come una conquista personale – non tutto è spettacolo; non tutto è luce scintillante e non tutto è oscurità.

Noi viviamo in un mondo dove lo scontro fra peccato e grazia rendono il cammino della vita come un viaggio dentro l’ignoto. Vissuto nella fede, l’ignoto non fa paura, perché si avverte la presenza di Dio, degli angeli e dei santi che ci accompagnano in ogni istante. Vissuto senza la fede, si vive fra l’alternativa di trasformare tutto in una finta festa che deve durare per sempre, quasi a celebrare una immortalità che non possediamo, oppure si vive tutto come oscurità e fonte di angoscia.

La realtà è che la nostra vita è vissuta come un cammino tra un alternarsi tra notte e giorno, tra luce e oscurità. In un certo senso, possiamo dire che la vita, a causa del peccato, è vissuta come in una sorta di penombra. Non si vive immersi nello splendore della luce che emana, nella sua pienezza, dalla gloria di Dio, perché non abbiamo raggiunto ancora quel traguardo. Non si vive nemmeno nell’oscurità più totale, perché nella vita c’è sempre una strada che si apre, c’è sempre una nuova speranza a cui aggrapparsi, nulla è davvero perduto finché non abbiamo mollato noi la speranza.

Viviamo in una sorta di penombra che ci dà abbastanza luce da vedere il cammino da compiere, ma ci lascia sfiorare da quella dimensione di oscurità che ci impedisce di vedere fino in fondo la strada che stiamo percorrendo. Vediamo il tratto di strada che ci sta davanti, ma non tutto il cammino.

Il cristiano va avanti, nel cammino della vita, mosso dalla forza che viene dalla fede. La fede è uno sguardo nuovo su tutte le cose, uno sguardo profondo, che illumina di luce nuova e diversa tutto ciò che ci circonda, assieme alle vicende della nostra vita. La fede, in se stessa, è luce che trasforma la penombra in luce piena, ma non è ancora la luce che emana dall’incontro finale con Cristo alla fine dei tempi. Esattamente alla stessa maniera in cui non riusciamo a sopportare di fissare gli occhi sul sole a mezzogiorno, se non vogliamo correre il rischio di rimanere ciechi per il resto della vita. Ma la fede trasforma la penombra in luce piena, come una giornata soleggiata e cristallina. Non riusciamo a vedere tutto, la strada davanti a noi appare sempre incerta e non del tutto chiara, ma vediamo tutto con una luce che infonde gioia.

Oggi è l’Epifania di Nostro Signore Gesù Cristo…

(continua nell’audio-riflessione)

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