“Ecco cosa significa la vera libertà religiosa”

Chrysostomos II con Benedetto XVI
CHRYSOSTOMOS II CON BENEDETTO XVI

 

Ne hanno discusso al Meeting di Rimini l’arcivescovo di Cipro, il direttore del Brooking Doha Center, Frattini e Alemanno

Vatican Insider – 22 agosto 2012

REDAZIONE
ROMA

La vera libertà religiosa è frutto dell’amore di Dio e della battaglia interna nel cuore dell’uomo, chi la conquista è libero su tutti gli altri aspetti della vita”. È quanto ha sottolineato Chrysostomos II, arcivescovo di Nuova Giustiniana e di tutta Cipro, all’incontro dal titolo “Libertà religiosa: il principio e le sue conseguenze”, che si è tenuto questa mattina al Meeting di Rimini. All’evento sono intervenuti Salman Shaikh, direttore del Brooking Doha Center e membro del Saban Center per la politica nel Medio Oriente; Franco Frattini, presidente della Fondazione Alcide de Gasperi e il sindaco di Roma Gianni Alemanno. La conferenza è stata moderata da Roberto Fontolan, direttore del Centro internazionale di Comunione e Liberazione.

Nel suo intervento l’arcivescovo cipriota ha analizzato la drammatica situazione dei cristiani della zona nord dell’isola, che dopo l’occupazione del 1974 hanno subito continue violenze e restrizioni. In questi anni Ankara ha cacciato migliaia di famiglie dalle loro abitazioni e inviato coloni dell’Anatolia ad occupare le terre. Con la proclamazione della Repubblica di Cipro del nord del 1983, lo Stato turco ha tentato di cancellare le tracce della religione cristiana; trasformato più di cinquecento edifici religiosi in musei e moschee, oltre che svenduto gran parte del patrimonio artistico della Chiesa cipriota. “Tutto ciò – ha continuato l’arcivescovo – provoca dolore e sofferenza”, soprattutto se accade in Paese membro dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite. “Quando si spegne un fulcro della cristianità – ha dichiarato – si spegne una luce per tutto l’universo. Il cristianesimo ha il dono di illuminare tutta l’umanità”. Per Chrysostomos II la libertà religiosa non si limita ad un aspetto di sola tolleranza politica. Essa è frutto di un approfondimento dei valori morali ed etici insiti nel cuore dell’uomo. “Dove non vi è questa apertura – ha precisato – tutto è stagnante”.

Le parole del presule cipriota sono state condivise da Salman Shaik, che ha esordito raccontando i frutti della libertà religiosa sperimentati nella sua stessa vita di musulmano sposato con un donna cristiana. “In quattordici anni di matrimonio – ha spiegato – ho visto la situazione delle minoranze religiose in Medio oriente e nei Paesi musulmani attraverso gli occhi di mia moglie. Senza i cristiani quest’area perderebbe la sua identità”. Il direttore del Brooking Doha Center si è soffermato soprattutto sugli Stati che stanno vivendo il cambiamento iniziato nel 2011 con la Primavera araba, che ha mostrato il desiderio dignità e libertà delle popolazioni arabe, ma ha anche fatto emergere i gruppi islamisti (Fratelli musulmani e salafiti), un tempo oppressi dai dittatori. Per Shaik una delle strade per ottenere il rispetto della libertà religiosa è l’inclusione delle minoranze nella creazione dei nuovi governi. Lo studioso cita l’esempio del comitato di transizione per la ricostruzione della Siria che verrà inaugurato nei prossimi giorni al Cairo. Come accaduto nel rapporto fra sua moglie e la madre musulmana osservante, la strada è “andare a fondo della propria fede e cultura per capirsi e confrontarsi”.

Franco Frattini e Gianni Alemanno hanno sottolineato invece la necessità dell’occidente di difendere i valori universali ignorati dalle autorità europee e dai media, in particolare quelli italiani. Esempio di questo clima di indifferenza è la notizia di una bambina pakistana disabile di 11 anni incarcerata con la presunta accusa di blasfemia. La sua storia è stata ripresa solo da pochissimi giornali. Le principali testate hanno preferito dare spazio alla strenua difesa del trio punk russo femminile Pussy Riot condannate per aver profanato una chiesa a Mosca durante una contestazione anti-Putin.

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