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DOMENICA DELL’ASCENSIONE – ANNO C

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Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato presso il Padre.  (Lc 24,46-53)

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Ascolta il Vangelo: 

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Omelia della Messa del giorno (13 min):

 

Clicca qui per ascoltare l’audio-riflessione (15 min): 

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INTRODUZIONE

Nell’esperienza umana, ogni discorso di addio precede un distacco. E il distacco comporta una separazione, un dolore, un sentimento di mancanza. Nel caso dell’Ascensione le cose stanno all’inverso. Nel prendere il suo posto accanto a Dio, ossia alla destra del Padre, Gesù è colui al quale il padre ha concesso, ormai, ogni potere, in cielo e in terra. L’uomo con le sue sole forze non ha il potere di accedere alla salvezza e alla vita dopo la morte. L’eternità resta una porta chiusa. E nel nome di Cristo che questa porta viene spalancata e ad ogni uomo viene offerta l’opportunità della conversione e del perdono. Noi, ora, abbiamo un grande intercessore presso il Padre. Abbiamo un grande sacerdote, Cristo, il Figlio di Dio. La sua ascensione significa prendere posto alla destra del Padre. Non è un addio. E’ il compimento del progetto di Dio sull’umanità. Gesù non è stato mai tanto vicino all’umanità quanto lo è ora che si è assisi alla destra del Padre. Il mondo ha bisogno di vedere una Chiesa che è prostrata in adorazione di Cristo in ogni circostanza della vita, che ha veramente Cristo risorto al centro della propria vita. Nell’esercizio della fraternità e della spiritualità che costruisce la comunione, trasformando gli individui in un popolo di Dio, ogni uomo e ogni popolo vede nell’esempio della comunità cristiana l’attuazione della parola di quell’annuncio che riceve. L’annuncio ricevuto acquista, così, maggiore forza, maggiore credibilità e il regno di Dio splende di maggiore luce in un mondo che ha bisogno di conversione e del perdono di Dio.

(continua nell’audio-riflessione)

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