evangeliario

Domenica dell’Ascensione – Anno A

Ascensione Ambrosiano

AUDIO-RIFLESSIONE SUL VANGELO DELLA DOMENICA DELL’ASCENSIONE DI GESÙ AL CIELO

Dalla Galilea “pagana” tutto era cominciato, quando Gesù cominciò a predicare e chiamò a Sé i primi discepoli. Qui Egli, su un monte, pronunciò il suo primo discorso pubblico: “Beati in poveri di spirito…”. Dalla Galilea “pagana” tutto ricomincia, il giorno che Gesù ascende al cielo e dà il mandato missionario agli Apostoli. Ora questi “uomini di Galilea”, ossia uomini disprezzati dalla casta della nobiltà religiosa del potere alto, perché ignoranti e provenienti dalla periferia pagana, sono i portatori dell’Annuncio della salvezza. Cristo è asceso al cielo, ma costituisce il primo nucleo della Chiesa e invierà lo Spirito Santo ad essere il nuovo Emmanuele “Dio in mezzo a noi”. “A me è stato dato ogni potere, in cielo e in terra… Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli” (Mt 28,16-20).

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Omelia pronunciata nella messa vespertina (13 min):

 

Audio-riflessione 2014 (32 min): 

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Se non hai ancora ascoltato la proclamazione del Vangelo, clicca qui: 

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INTRODUZIONE

Siamo giunti quasi alla fine del tempo pasquale. L’Ascensione di Gesù al cielo, che oggi celebriamo, rappresenta una grande tappa del mistero pasquale.

Occorre ricordare, però, che quando diciamo “mistero pasquale”, stiamo parlando anche del mistero della nostra vita, vista alla luce dello sguardo di Dio.

In questo frangente della storia dell’umanità noi viviamo una fase di passaggio molto dolorosa. Se un tempo la cultura generale credeva che la storia umana possedesse un senso, e così anche la vita delle singole persone, se un tempo si credeva che la vita fosse inevitabilmente un progredire verso il meglio, purché si era disposti a compiere sacrifici, il crollo di tutti i punti di riferimento della civiltà tradizionale e che costituivano una fonte di sicurezza nel nostro muoverci tra le strade del mondo, ha determinato il crollo della fiducia nella storia e nella forza stessa della vita e nell’idea che esse siano un cammino progressivo verso il meglio.

Davanti al crollo dell’economia, dei valori sociali e umani e davanti alla confusione generale che regna in tutte le cose, la percezione della persona verso la realtà è mutata profondamente. Non si ha più la “fede” che la vita sia un cammino inevitabile verso il meglio. La storia sembra incapace di gettare luce sulle vicende umane e di dar loro un senso e un ordine. La vita stessa sembra essersi ridotta non più a un progetto da costruire, guardando ad obiettivi a lunga scadenza e avendo il coraggio di sacrificare le proprie energie per raggiungere grandi traguardi ma piuttosto a qualcosa il cui confine ultimo sta nell’immediato. Domani non vi è la certezza di nulla. Per questo motivo molti credono che non ci si debba più preoccupare di costruire il futuro… Un mondo migliore… e dare, così, senso alla propria vita. Per molti l’obiettivo dell’esistere è diventato semplicemente “esistere nell’oggi”, catturare tutto ciò che catturabile, rifiutare ogni giudizio sulla coscienza e rivendicare il diritto di affermare se stessi su qualunque cosa poiché non vi è certezza nel domani.

L’ascensione di Gesù al cielo illumina con una luce intensa questa crisi del mondo. E offre una parola potente per riorientare il nostro sguardo verso la vita in modo nuovo. Allo stesso tempo l’ascensione ci chiama a fare delle scelte concrete su come noi intendiamo condurre il cammino della nostra vita.

Ma prima cerchiamo di capire qual è il messaggio dell’ascensione di Gesù.

(… continua nell’audio-riflessione)

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La Galilea

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