Dalle ferite interiori alla risurrezione

Noi non siano nati per soffrire.

Non è corretto, però, affermare che la felicità sua il senso ultimo e il fine dell’esistenza.

Noi esistiamo si questa terra per dare un significato al mondo, alla vita, al cielo che ci sovrasta e passare alle nuove generazioni le conquiste, comprese quelle dello spirito umano.

Per il credente questo significa accettare la croce non come condanna ma come passaggio di trasformazione e ponte verso la risurrezione.

Nella vita nuova che nasce già in questo mondo noi troviamo anche la pace.

E.C.

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