00 - Evangeliario

I DOMENICA AVVENTO – ANNO A

Avvento con frase biblica_02

AUDIO-RIFLESSIONE SUL VANGELO DELLA PRIMA DOMENICA DI AVVENTO – ANNO A

Vegliate per essere pronti al suo arrivo (Mt 24,37-44)

5 minuti col vangelo (riflessione breve):

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Audio-riflessione completa (19′ 57″): 

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Se non hai ascoltato ancora la proclamazione del vangelo: 

 

INTRODUZIONE

Avvento… tempo di attesa. Attesa di cosa? La domanda ha molte risposte, perché la vita non ha più solo un unico punto di riferimento. E per molti, la fede non è un punto di riferimento. O, almeno, non il punto di riferimento centrale, quello che illumina tutti gli altri. Allora, per trovare la risposta a questa domanda, partiamo dalla vita.

La vita, soprattutto in tempi di crisi, è, “Attesa”, un tempo di “Avvento.

Attesa che avvenga qualcosa che cambi il destino del presente, qualunque esso sia, e faccia uscire da una condizione esistenziale di non-speranza, o di percezione di non-futuro. Oggi, nella nostra nazione, intere generazioni hanno raggiunto la mezza età e non sanno ancora come realizzare i loro sogni. E attendono. Attendono una stabilità che non arriva. E neanche la stabilità, in fondo, e il fine ultimo della loro attesa. Attendo la realizzazione di un futuro che possa contribuire a dar loro un senso al loro esistere in questo mondo, una ragione per esserci stati quando non ci saranno più.

Abbiamo il diritto di attendere questo cambiamento di destino ma anche il dovere di operare perché esso avvenga.

Il vangelo di oggi, e la liturgia dell’inizio dell’avvento, che simboleggiamo in molte chiese con l’accensione del primo dei quattro ceri della corona d’avvento, ci svelano che Cristo prende su di sé tutta intera l’attesa dell’umanità, e, allo stesso ci indicano una direzione ancora più alta.

Il diluvio travolse tutti”. Vuol dire che Dio operò, per mezzo dell’acqua, una grande purificazione del mondo per rigenerare tutto, prefigurando la nuova creazione che sarebbe avvenuta in Cristo, con la sua Pasqua.

Così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo”. Dunque, la fine del mondo consisterà non nella distruzione catastrofica di tutte le cose, ma nella loro purificazione finale in virtù del ritorno definitivo del Figlio dell’Uomo, il quale viene non per distruggere e castigare, ma per stabilire per sempre la sua Presenza, divina e umana, e concludere l’opera di costruzione del Regno di Dio.

Cosa ci chiede il vangelo di oggi? Cosa ci chiede la spiritualità dell’Avvento. Probabilmente tutto il messaggio è racchiuso in queste parole: «tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

Si tratta di vivere cristianamente. Vivere come se il giorno del ritorno del Figlio di Dio dovesse avvenire da un momento all’altro e, dall’altro, vivere con la pace del cuore di chi sa di essere stato toccato e sanato dall’Amore redentore di Dio e, per questo, non ha paura e offre la sua vita per portare la luce di Cristo al mondo.

Svegliarsi. Passare da uno stato di sonno ad uno stato di piena allerta. Ma svegliarsi significa vivere una vita cristiana e testimoniare, nelle relazioni fraterne, l’Amore di Dio, per svegliare il mondo dal torpore in cui troppi vivono e destare in esso uno stato di attesa gioiosa ed operosa. Attesa che è autentica solo quando si mette mano a rendere il mondo migliore per quanti vivono ancora in condizioni di povertà, e soprattutto non conoscono la speranza nel nome di Gesù Cristo.

Buon ascolto.

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