AUDIO-RIFLESSIONE CONCLUSIVA SUL NATALE

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AUDIO-RIFLESSIONE CONCLUSIVA SUL TEMPO DI NATALE A PARTIRE DAL PROLOGO DI SAN GIOVANNI (GV 1, 1-18)

In principio era il Verbo. Il Verbo si è fatto carne. Egli si è fatto uno di noi e dimora tra noi, ora e per tutta l’eternità. E noi, nel Verbo, eravamo stati amati di amore eterno dal Padre. In Lui siamo sempre esistiti, fin dall’eternità, ancor prima della nostra nascita al mondo. Il Padre, nel Verbo-Figlio, ci aveva da sempre conosciuti, amati e voluti. Questo è il Vangelo della vita. Questa è la lieta notizia che l’umanità da sempre attendeva e che ora il Padre ha le ha donato attraverso la nascita nel mondo del suo Figlio unigenito. 

 

Clicca qui per ascoltare l’audio-riflessione: http://www.enzocaruso.net/site/wp-content/uploads/2014/01/NAT-06-E-IL-VERBO-SI-FECE-CARNE-RIFLESSIONE-CONCLUSIVA-TEMPO-NATALE-Gv-11-18.mp3

 

Clicca prima qui se non hai ancora ascoltato la proclamazione del vangelo: http://www.lachiesa.it/bibbia/cei1974/mp3/Gv-1.1.mp3

 

INTRODUZIONE ALL’AUDIO-RIFLESSIONE:

Il Tempo di Natale è finito. Dopo i pranzi e le cene, le grandi abbuffate, dopo le spese pazze per comprare e ancora comprare… siamo sazi e stanchi. Abbiamo voglia di normalità. Il paradosso di questo tempo è che per per molti il Natale non ha affatto significato quanto appena detto. Molti non hanno avuto la grazia di fare un degno pranzo di Natale, meno ancora spese pazze e grandi abbuffate.

Ma il Natale è giunto anche per loro. Forse soprattutto per loro.  La nostra sazietà, la bulimia che caratterizza questo periodo, l’incapacità di dire basta alla spinta di consumare fino all’irrazionale, il bisogno di riempire il ventre con molto più di quello che esso riesce a contenere, mentre attorno a noi molte pance restano vuote, più che suggerirci che il tempo di Natale è finito, diventa un dito puntato alla nostra coscienza. Cosa è stato e cos’è, veramente, per noi il Natale? Attorno a cosa facciamo ruotare questo periodo di feste? Qual è il santuario che più frequentiamo in questo periodo?

1) Il tempio pagano dei centri commerciali, dove viene allestito il presepe senza Madonne e senza Gesù Bambino, ovviamente per non urtare la sensibilità delle altre religioni, o, se vogliamo dire la verità, di chi non ha alcuna religione, e dove il Natale è, ormai, identificato con il classico paesaggio notturno delle colline innevate, illuminate dal bagliore dei camini accesi delle case?

2) Il tempio cristiano delle Chiese, dove la Comunità cristiana è convocata a celebrare la sua fede in Cristo, attraverso l’ascolto della Parola, nei riti liturgici e nei sacramenti?

3) il tempio della persona del nostro prossimo e del povero, dove giace il Cristo nascente, povero e indifeso, come nella mangiatoia a Bettlemme?

Cosa è stato e cos’è, veramente, per noi il Natale? Questa è la domanda alla quale risponde la stupenda pagina del prologo di San Giovanni…… Dopo le grandi abbuffate e la confusione, sentiamo il bisogno di fermarci e riflettere. E meditare profondamente. 

Cosa, veramente, è successo, in quella notte, quando una vergine diede al mondo il Figlio di Dio in una mangiatoia? Ecco una riflessione conclusiva sul tempo del Natale.

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