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LE BEATITUDINI EVANGELICHE

Raccolta delle catechesi sulle Beatitudini, nella versione del vangelo di Matteo, tenute durante l’adorazione eucaristica settimanale

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“Se ti trovi davanti al testo delle Beatitudini, fermati. Non lasciarti sfuggire questa occasione. Leggile con calma. Rileggile. Assaporale. Per comprenderle secondo il loro vero significato, fatti aiutare da un libriccino di commenti, chiedi aiuto a un’anima saggia. Non fare da solo. Fa in modo di conoscerle in profondità. Se credi di conoscerle, ma nulla è cambiato nella tua vita, non le conosci. Senza le beatitudini non si vive il vangelo. Se le stai scoprendo per la prima volta, lasciati portare dallo Spirito di Dio, sentirai l’anima che si dilata. Se le conosci, una nuova luce brillerà al centro della tua esistenza. Se ti sei lasciato catturare da esse, la tua vita non sarà mai la stessa. Non potrai mai tornare indietro. Se stai anche solo tentando di viverle, sei già diventato un segno e una testimonianza per gli altri. Se le vivi, la tua vita sarà irresistibile. Sarai un faro per molti.  Se gli altri si accorgono che le vivi, sei diventato un vangelo vivente. Le beatitudini sono il fondamento di un nuovo umanesimo, ispirato al vangelo e la cui spiritualità è quella del Regno di Dio.”

(Enzo Caruso)

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LE 8 BEATITUDINI

Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:

«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli. 
Beati gli afflitti,
perché saranno consolati. 
Beati i miti,
perché erediteranno la terra. 
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati. 
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia. 
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio. 
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio. 
10 Beati i perseguitati per causa della giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.

11 Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. 12 Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.

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(“Gesù di Nazareth”, di Franco Zeffirelli, 1977)

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CICLO DELLE CATECHESI

(Le prime 5 beatitudini sono state registrate solo in audio)

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INTRODUZIONE ALLE BEATITUDINI.

Le Beatitudini: “navigatore” della vita cristiana, la Legge dei Liberi, il Programma della vita cristiana, carta di identità del cristiano. (15 min)

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1) BEATI I POVERI IN SPIRITO

01) PRIMA RIFLESSIONE: Poveri” (nel senso economico) o “poveri in spirito”? Il povero in spirito come colui che, nell’umiltà, riconosce il suo stato di totale indigenza nei confronti di Dio, che contempla l’infinita grandezza di Dio e la sua piccolezza e non teme, ma, come il mendicante, affida a Dio tutto se stesso e sa di avere da lui la vita e tutto il bene. Siamo tutti mendicanti, tutti bisognosi l’uno dell’altro e tutti di Dio. Vivere una vita semplice, sobria, umile ed esserne felici… (14 min)

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02) SECONDA RIFLESSIONE: Nessuno è più povero di colui che confida solo in se stesso. Si può essere poveri ma non poveri in spirito. Si può essere poveri e arrabbiati, poveri e incattiviti. La povertà di spirito è una condizione dell’anima, non uno status sociale. Per questo, anche un ricco può essere povero in spirito e quindi beato. (18 min).

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2) BEATI QUELLI CHE SONO NEL PIANTO, PERCHÉ SARANNO CONSOLATI

01) PRIMA RIFLESSIONE: La commovente storia della regina Ester come esempio della beatitudine di che è nel pianto (12 min). Su 6 miliardi di persone sulla terra, più della metà vive in uno stato di afflizione. Vivono “nel pianto” perché affamati, oppressi, vittime della guerra. Ma “l’essere nel pianto”, cioè essere “afflitti” la condizione per essere beati? Gli afflitti sono beati perché “nel pianto”? In questa beatitudine Gesù è lontano anni luce da una mera e falsa consolazione di coloro che soffrono. La beatitudine degli afflitti consiste nella consolazione che ricevono già, da parte di Dio, in questa vita, mediante il dono della fede, perché, pur essendo in uno stato di afflizione, hanno posto tutta la loro confidenza in Dio. In questi afflitti, si coglie il tratto caratteristico di una vita profondamente religiosa e fiducia in Dio.

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02) SECONDA RIFLESSIONE: Il pianto della disperazione come dannazione e la via delle Beatitudini per uscire verso la luce (12 min). Il dono dello Spirito Santo come fonte di beatitudine di coloro che sono nel pianto (13 min).

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3) BEATI I MITI, PERCHÉ AVRANNO IN EREDITA’ LA TERRA

01) PRIMA RIFLESSIONE: Il mite come colui che rifiuta la violenza non perché no sa usarla ma per la sua fede nel vangelo. Il mite come colui che mette a repentaglio la sua vita per la visione di mondo pacificato dal vangelo. La mitezza beata che capovolge la logica di un mondo che conquista con la violenza. La mitezza beata che capovolge la logica di un mondo che conquista con la violenza (12 min)

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02) SECONDA RIFLESSIONE: Quale “terra” costituisce il dono di eredità promesso da Dio ai miti? (15 min)

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4) BEATI QUELLI CHE HANNO FAME E SETE DELLA GIUSTIZIA, PERCHÉ SARANNO SAZIATI

01) PRIMA RIFLESSIONE: Fame e sete. Un bisogno profondo e viscerale, dal quale dipende il destino della vita (15 min).

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02) SECONDA RIFLESSIONE. La giustizia nel Vangelo è in ordine a rifare il mondo a partire dalla centralità della relazione con Dio. E’ essere in relazione con Dio, il quale è il centro di tutte le cose (13 min).

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5) BEATI I MISERICORDIOSI, PERCHÉ TROVERANNO MISERICORDIA

01) PRIMA RIFLESSIONE. Perché Gesù non dice: “Beati quelli che perdonano” ma “Beati i misericordiosi? Perdono e misericordia. Concretezza della misericordia (12 min).

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02) SECONDA RIFLESSIONE. L’uomo non conosce la misericordia se non contemplando la Trinità divina che è essenzialmente Carità nelle sue relazioni interne e misericordia nel suo rapporto con l’umanità. La misericordia è la concreta manifestazione “dell’essere Carità” del Dio uno e Trino nella storia degli uomini con l’infinito desiderio che tutti ritornino nella comunione con Lui (10 min)

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06) BEATI I PURI DI CUORE, PERCHÉ VEDRANNO DIO

01) PRIMA RIFLESSIONE (12 min). La concezione biblica di “cuore” come centro dell’essere e dell’identità della persona. Il puro di cuore come “colui che non è stato compromesso, nel suo essere profondo, dalla contaminazione del male e che si presenta integro” (nonostante la condizione di fragilità dovuta al peccato (12 min)

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(Questa riflessione in poi sono in video):

02) SECONDA RIFLESSIONE (10 min): Cosa significa “vedere Dio”. La vita semplice dei puri di cuore. Una beatitudine che genera potenza interiore.

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03) TERZA RIFLESSIONE: Lo spirito impuro nella sinagoga di Cafarnao (Mc 1,21-28). Il diavolo “spirito impuro” per definizione. Perché gli apostoli non riescono a scacciare uno spirito muto (Mc 9, 14-29). Una errata concezione della potenza di Cristo. La potenza spirituale della purezza dell’anima che vince il male. La necessità di sottomettere a Dio tutto ciò che corrompe l’anima. Purezza di cuore e povertà di spirito. Due beatitudini che segnano il discepolo nel suo essere interiore e nel suo stile di vita.

(da fare)

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7) BEATI I GLI OPERATORI DI PACE, PERCHÉ SARANNO CHIAMATI FIGLI DI DIO

01) PRIMA RIFLESSIONE (15 min).  La più “operativa” di tutte le beatitudini e forse la più difficile da comprendere. Bisogna porsi a un livello diverso di comprensione rispetto alla mentalità comune se si vuole comprendere questa beatitudine. Chiarimenti necessari prima di definire chi sono gli “operatori di pace”. Come fanno a convivere idee come “la pace” con quelle di “sangue”, morte” e la croce di Cristo, che sono proprio il frutto della violenza? Chi è veramente l’operatore di pace?


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2) SECONDA RIFLESSIONE (11 min). La croce come via di beatitudine per coloro che operano la pace. L’operatore di pace è colui che, per amore del Regno di Dio e la sua diffusione, soffre e pacifica nella sua carne i conflitti del mondo e profetizza Cristo come sorgente della pace col mondo. È colui che “fa” la pace.

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3) TERZA RIFLESSIONE (16 min). La pace sociale

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4) QUARTA RIFLESSIONE (15 min). La pace interiore

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8) BEATI I PERSEGUITATI PER LA GIUSTIZIA, PERCHÉ DI ESSI E’ IL REGNO DEI CIELI

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1) PRIMA RIFLESSIONE (15 min).  L’ultima beatitudine richiama la prima, per il riferimento, in entrambi, dell’appartenenza al Regno di Dio. Perché? Riprendiamo la prima beatitudine e capiamo che essa è la premessa per tutte le altre. Quest’ultima, invece, è quella che le riassume tutte. Chi sono i perseguitati e per quale giustizia?

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2)  SECONDA RIFLESSIONE (13 min). La  parola “perseguitare” nel linguaggio di Gesù. Cosa significa trovarsi nella condizione di “perseguitati” a “causa del nome di Gesù” (essere spinti da una forza avversa verso il limite e poi “oltre”; essere espulsi, scomunicati, eliminati. La persecuzione è la condizione di Gesù e dei profeti, a causa del loro impegno per la “giustizia”.  La persecuzione è la condizione di chi vive in modo vero il discepolato.

 

3) TERZA RIFLESSIONE. Caratteristiche del persecutore: colui che nella vita e nelle opere del perseguitato vede la minaccia del Regno di Dio che avanza e teme per il suo potere. Come il re Erode che, saputo della nascita di un bambino che sarebbe diventato re, compie la strage dei bambini innocenti, uccidendone molti per eliminare uno solo. Il persecutore di questa ultima beatitudine non è soltanto una persona malvagia, che per un qualsiasi interesse prende di mira un altro e lo perseguita. È uno che teme l’avanzare del Regno di Dio perché sa che il suo mondo sarebbe finito. Nel perseguitare il giusto, in realtà egli sta perseguitando Cristo e il suo Vangelo.


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4) QUARTA RIFLESSIONE. Rallegratevi! Perché grande è la vostra ricompensa nei cieli! La proclamazione delle beatitudini si conclude con un’affermazione assurda. Coloro che subiscono oltraggi – a causa di Gesù – non solo non devono amareggiarsi ma devono esultare e rallegrarsi. Non è la proclamazione di un’utopia ingenua. I cristiani non sono dei matti da ricoverare. Chi vive guidato dallo Spirito di Dio viene innalzato a livelli di esistenza che questo mondo non può conoscere. Nel libro degli atti gli apostoli vengono flagellati e poi rilasciati, lieti di essere stati trovati degni di subire oltraggi in nome di Gesù. E’ il capovolgimento di tutte le logiche umane. E’ una via nuova, inaspettata, provocatoria, che rimette l’uomo al centro e il Regno come misura della vita del credente.

 

 

RIFLESSIONI A CONCLUSIONE DI UN ITINERARIO. SIAMO SOLO AGLI INIZI.

PRIMA RIFLESSIONE (9 min). Rileggiamo le beatitudini. Mettiamo in evidenza la chiave di lettura, il nucleo di ciascuna di esse.

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SECONDA RIFLESSIONE (11 min). Quali sono gli elementi caratterizzanti delle beatitudini, ossia qual è l’elemento  distintivo delle beatitudini evangeliche? 1) La docilità verso l’invito a portare la croce; 2) La naturale tensione verso il Regno, di cui il discorso della montagna e il comandamento dell’amore sono la “costituzione” 3) L’intima unione con Cristo

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TERZA RIFLESSIONE (10 min). Perché rileggere le Beatitudini, oggi? Qual è l’attualità del messaggio che portano? La via maestra per “rifare” il mondo, a partire da un radicale rinnovamento interiore.

 

 

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